Dal Trentino a Napoli ed in Europa suonando le nostre campane

Si riparte, anzi il Napoli ha già ricominciato.

Dal Trentino, come per le ultime otto stagioni, inizia la caccia ad un’annata da rendere, se possibile, migliore della precedente.

Negli ultimi tre anni la crescita è stata progressiva ed evidente con meriti da riconoscere a tutte le componenti della società e dello staff azzurro.

Quest’anno il presidente De Laurentiis ha puntato molto sulla conduzione tecnica, qualcuno dice tutto, caricando il nuovo allenatore di aspettative lecite ma non automatiche.

Carlo Ancelotti non ha bisogno di imbonitori né sarà necessario continuare a parlare del suo personale e vasto palmarés. Il tecnico emiliano potrà lavorare e raggiungere gli obiettivi che si è prefissato solo se sarà messo nelle giuste condizioni da parte di tutti.

Non ci si riferisce ad un opulento e spendereccio mercato, semmai alla ricerca di un equilibrio, di un’amalgama e di una determinazione personale e collettiva che può fare la differenza.

Sarà difficile vedere all’ombra del Vesuvio grandi nomi dall’età avanzata, per intenderci sopra i trent’anni. Non è nell’idea di calcio che persegue la società e soprattutto non rispecchia la mentalità attenta e garantista dell’imprenditore De Laurentiis.

Il Napoli è in crescita. I bilanci parlano di una società sana che raramente ha effettuato un investimento che abbia inciso negativamente sui suoi conti.

Costi iperbolici per cartellini e ingaggi mal si adattano ad un’azienda che non potrebbe assorbire errori o ricavi non all’altezza.

Si è molto favoleggiato sull’ingaggio di Ancelotti ma senza scendere nel dettaglio, sono sempre discorsi che non creano automatismi nei risultati sportivi, le notizie divulgate sono state gonfiate e sono risultate lontane dalla realtà.

De Laurentiis ha deciso di cambiare il manico perché ha capito che va invertita la prospettiva. Non è il Napoli il trampolino utile per lanciare, rilanciare ed arricchire questo o quel tecnico, semmai la squadra, la società costituiscono la sfida verità che professionisti affermati ed esperti intendono affrontare per dimostrare a se stessi ed ad altri il proprio reale valore.

Le ultime notizie di mercato dicono che il campionato italiano torna ad allettare campionissimi che però pensano di spendere gli epigoni della loro gloria in serie A.

È giusto, è comprensibile per chi ne ha le possibilità e per chi non ama vedere realizzato lo spettro della sconfitta, tanto vicino nella scorsa stagione.

In fondo la storia, come sempre, qualche diritta la fornisce.

«Suonate le vostre trombe, amici, che noi suoneremo le nostre campane», si potrebbe anche dire alla maniera di un croupier «signori fate il vostro gioco». Ed è proprio così. Che ognuno faccia come crede, che ognuno metta in campo il meglio che può a partire dall’allenatore.

I risultati sono quasi sempre figli del lavoro e l’ottimo impegno messo in campo negli ultimi tempi dal Napoli avrebbe meritato sicuramente altri riconoscimenti. Non è andata proprio così, ma ognuno porta stretto nel suo cuore i momenti di gloria, di esaltazione ed anche quelli di depressione e scoramento vissuti nel passato recente.

Ora è necessario guardare avanti, evitando di volare con ali troppo leggere attaccate con la cera e finire come Icaro a gambe all’aria.

Giovanni Gaudiano

 

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 746 Articoli
Giornalista

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