Dalla grande bellezza di Sarri al pragmatismo di Ancelotti

Il presidente ha parlato e chiarito nei giorni scorsi alcuni aspetti relativi alle sue scelte delle ultime settimane.

Ha annunciato un arrivo, ha enumerato gli obiettivi di mercato, ha fatto trapelare, quando ha parlato del bilancio, la necessità di qualche partenza e poi ha detto ancora qualcosa sulla vicenda Sarri, quella che continua a dividere la piazza comunque affascinata dall’arrivo di Carlo Ancelotti.

Aurelio De Laurentiis ha dichiarato di non cercare vendette e di non aver mai voluto impedire alcuna scelta, anche quella di chi aveva deciso di cambiare: è abbastanza vero.

D’altra parte, però, la richiesta del rispetto della clausola è giusta, c’è poco da discutere.

La si potrà mitigare, la si potrà trattare forse diversamente ma di sicuro De Laurentiis non vi rinunzierà.

La presa di posizione e l’atteggiamento evidentemente dilatorio di Sarri a fine stagione ha avuto il suo costo per il numero uno del Napoli.

Se Sarri fosse rimasto alla guida della squadra azzurra, anche con un contratto raddoppiato, l’operazione rinnovo del toscano sarebbe costata la metà dell’investimento che De Laurentiis ha dovuto impiegare, “ob torto collo”, per portare Carlo Ancelotti in azzurro tacitando una piazza che di fatto sembrava dagli spalti del San Paolo si fosse già schierata.

In quest’ottica potrebbe un imprenditore così attento alla gestione della sua impresa “regalare la libertà” al transfuga toscano? Potrebbe cancellare una parte del contratto accettata e sottoscritta da entrambe le parti?

Si tratterebbe di una vendetta o del rispetto delle reciproche decisioni?

Sarri ha il diritto di andare dove vuole, potrebbe accadergli di restare un anno fermo, pagato dal Napoli, anche se la vicenda non dovrebbe concludersi così. D’altronde se si realizzasse un tale eventualità il tecnico sa bene, non essendo più un giovincello, che potrebbe perdere “il treno della ricchezza” e si troverebbe a riflettere sulla sua esitazione di fine campionato che potrebbe apparirgli frutto di un calcolo inesatto.

De Laurentiis adesso potrà attendere le decisioni di Sarri e del suo manager concedendogli tutto il tempo necessario.

Nella mente del presidente, nel frattempo, è probabile che si sia insinuato il pensiero di avere perso la possibilità di conquistare uno scudetto storico, forse saranno anche ritornate alcune considerazioni post partita del tecnico non sempre condivise e di sicuro sarà presente la questione della rosa sulla quale i punti di vista sono apparsi di frequente molto diversi.

Per concludere si può dire che hanno un pó di ragione tutti i protagonisti di questa storia di fine stagione.

É quindi evidente che avranno ragione tutti i tifosi, tutti i sostenitori pacati e tutti quelli che seguono il Napoli se dovessero accantonare rapidamente il triennio sarriano, quello della grande bellezza, per abbracciare e sostenere come prima e più di prima il nuovo corso che ci si augura possa introdurre un pó di sano e vincente pragmatismo.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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