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Danimarca-Finlandia esempio dei veri valori del calcio; in Italia e a Napoli sono ormai merce rara

Difficile riprendere il filo dopo il dramma vissuto durante Danimarca – Finlandia. Eriksen si accascia e scompaiono le rivalità. In un attimo la vita ha il sopravvento su tutto e tutto appare una banalità.

E il tifo come le urgenze economiche, come le guerre stellari pro o contro la superlega, come gli audio VAR che svaniscono, dovrebbero trovare una giusta collocazione.  Invece, lo spettacolo continua con tante lotte, critiche, insulti, sospetti che corrodono il piacere di emozionarsi.

E in questa considerazione generale che ha coinvolto ogni singola persona che ha saputo  del dramma Eriksen, ciascuno dovrebbe fare un passo, e pure tre passi indietro  come osservatore negativo del calcio.

Quel Napoli- Verona  sembra aver occupato il posto in prima fila nella mente degli eterni scontenti, burberi, lagnosi che continuano a coltivare teorie assurde per 007 falliti. Ma è da un bel po’ che va avanti la destabilizzazione del tifo sempre più restio a ad affollare lo stadio dove la partita si vive. Supercritici sono pure i tifosi dell’Inter o della Juve, ma Inter e Juve sono le prime due squadre a livello europeo per quanto riguarda l’aumento dei ricavi da stadio, anche se la distanza con le big d’Europa resta decisamente ampia. È questo quanto emerge dall’analisi sui ricavi dei club europei effettuata da Deloitte per quanto riguarda la stagione 2018-2019.

Il club di proprietà di Suning ha avuto una crescita rispetto all’anno precedente del 44,2%, la migliore a livello continentale, passando da 35 a 51 milioni ricavati dalle attività legate allo stadio, piazzandosi però solamente al 15esimo. La società bianconera, decima in Europa, mostra invece un aumento da 51 a 66 milioni, con una variazione pari al 28,1%.

Sono numeri che dicono quanto il pubblico napoletano abbia imparato a disertare lo stadio tendendo a mostrarsi furbo perché ha capito come funziona il sistema. Il solito refrain del tutto marcio.

Sotto sotto tutti attendono il 22 agosto come una liberazione ma sarebbe saggio imitare i tifosi più ingenui che corrono allo stadio con la maglietta della propria squadra creando la macchia e il timbro della squadra. Due mesi per preparare la coreografia del tifo ingenuo, con magliette, sciarpe e soprattutto con un inno.

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