A due giorni da un altro test impegnativo com’è l’incontro al Maradona con il Como di Fabregas, Genoa-Napoli è finita sotto la lente d’ingrandimento di Maurizio Compagnoni che ha analizzato la squadra di Allegri non soltanto dal punto di visto tattico, suggerendo anche quali problemi a livello offensivo andrebbero corretti in una stagione determinante per la credibilità stessa di Max Allegri. Questa l’analisi su Sky Sport Insider:
“Nonostante la vittoria sul campo del Genoa, la squadra di Allegri è apparsa lenta, passiva e a tratti distratta. Da un punto di vista tattico, inoltre, sono emersi diversi problemi a livello offensivo. La svolta è arrivata con l’ingresso del fantasista belga, che – insieme a Vergara – si è preso la copertina: il salto di qualità, a livello di gioco, deve passare dal suo talento
Per Massimiliano Allegri era fondamentale tornare da Genova con un risultato positivo, possibilmente una vittoria. Si è seduto sulla panchina del Napoli raccogliendo una doppia eredità pesante: prima Spalletti e poi Conte. Storicamente le squadre di Allegri non hanno una partenza brillante. Addirittura, ai tempi del Cagliari, infilò tutte sconfitte nelle prime cinque giornate per poi svoltare e guadagnarsi la chiamata del Milan.
Anche l’esordio sulla panchina del Napoli non è coinciso con una prestazione brillante. Anzi, nel primo tempo e anche a inizio ripresa, gli azzurri sono apparsi imballati, lenti e in qualche occasione pericolosamente distratti. Il Napoli che insegue Allegri è necessariamente molto diverso da quello che ha subito la pressione del Genoa, in particolare nella prima mezz’ora. Troppi giocatori in ritardo di condizione hanno penalizzato pesantemente la qualità della manovra. Ma al di là delle prestazioni dei singoli, ci sono un paio di aspetti che a livello tattico vanno sistemati al più presto. Il Napoli è stato troppo a lungo passivo, nel primo tempo quasi inesistente la pressione sull’avversario. Sicuramente la condizione atletica non ottimale condiziona l’atteggiamento, ma i lunghi periodi di passività vanno ridotti in tempi brevi.
C’è poi un problema tattico davanti. Ostigard è stato implacabile: fin quando è stato in campo (è uscito al 66′ facendo spazio a Otoa, ndr) ha annullato Hojlund. Ma al di là della prova insufficiente dell’attaccante danese è apparso evidente come a livello di posizioni c’è qualcosa che non va. Hojlund è apparso troppo isolato. Mai sostenuto dagli esterni e dai centrocampisti. Le cose sono decisamente migliorate quando Allegri ha spostato McTominay alle spalle del danese. Lo stesso ruolo che gli costruì Conte nel girone di ritorno nell’anno dello scudetto.
Ma la vera svolta della partita, oltre all’inevitabile calo atletico del Genoa, è arrivata con i cambi. De Bruyne si è preso la copertina assieme a Vergara. L’impatto del belga è stato devastante e apre nuovi scenari. Il Napoli ha bisogno di crescere a livello atletico e di fare un salto di qualità a livello di gioco. E quel salto di qualità lo può garantire con il suo talento proprio De Bruyne, se gli infortuni non riprenderanno a tormentarlo. Altre indicazioni per Allegri: i partenti (?) Lucca e Lang sono entrati benissimo a Genova. Ora è chiaro che le esigenze di bilancio sono importantissime. Ma per l’attaccante italiano e l’esterno olandese si parla di prestito con diritto (non obbligo) di riscatto. Forse in società una riflessione potrebbe essere utile.