De Laurentiis a raffica ma con tanti punti di domanda

Il presidente De Laurentiis parla accogliendo la richiesta di chi gli ha tirato, nel dopo Inter – Juventus, la giacca a destra e a manca.

Lo fa alla sua maniera senza sconti ma le sue parole non convincono del tutto. Le risposte sono quasi tutte dei déjà vu, a parte l’attacco frontale alla famiglia Agnelli.

Partiamo da quel punto: «Sudditanza Juve? Certo che sì. la Juventus appartiene alla famiglia più potente d’Italia, con Calciopoli sarebbero dovuti andare giù pesanti, invece non è successo niente. Volete che si mettano contro gli Agnelli, contro la Fiat, contro il potere? Prima di farlo ci pensano su 20 mila volte».

De Laurentiis va dritto al punto. Si toglie una pietruzza dalla scarpa, come quando parla della cessione di Higuain, ma non dice nulla di nuovo. Forse avrebbe potuto dire che, se la Fiat è uno degli sponsor più importanti della Federazione, si potrebbe prefigurare un conflitto di interessi visto che la classe arbitrale dipende dalla stessa federazione e quindi non è autonoma, come dichiara in seguito parlando di Nicchi e della sua difesa d’ufficio di Orsato: «Giusto, lui difende la casta, difende la sua posizione. La verità è che gli arbitri non dovrebbero stare nella Figc, dovrebbero essere assunti come liberi professionisti e dopo tre errori dovrebbero essere sospesi. Sono i club che finanziano tutto e gli arbitri dovrebbero essere al di sopra delle parti. Io non voglio pensare male, ma qualcosa non va, è talmente evidente».

A questo punto il presidente sembra scivolare sulla classica buccia di banana, parla dell’Eca abbreviazione che sta per European club Association di cui il presidente è, guarda caso,  Andrea Agnelli: «Ma non è solo una questione di arbitri. La Uefa e la Fifa, per esempio, dovrebbero dipendere dall’ECA, noi mettiamo a disposizione 6.000 calciatori, dovremmo avere maggiore voce in capitolo, c’è in gioco la credibilità. In Europa noi italiane abbiamo contro Collina».

Cosa fa De Laurentiis, si schiera anche lui con Agnelli e Monchi-Pallotta contro il presidente della Commissione Arbitri della Fifa e designatore degli arbitri in campo internazionale?

Si tratta di una mossa probabilmente politica, forse per pareggiare l’attacco alla famiglia più importante d’Italia, ma che non chiarisce del tutto quali siano i veri interessi della sua attività alla guida del Napoli.

Dopo il presidente parla del Var, di Sarri, del contratto del tecnico, della sua gestione, del futuro, del mercato, di Giuntoli e qui si apre una fase che somiglia alla famosa scenetta di Walter Chiari e Carlo Campanini del “Sarchiapone”.

Dice tutto il presidente e non dice nulla. Il Var andrebbe gestito da tecnici e non da arbitri, ma si tratterebbe di tecnici che ovviamente conoscono il regolamento? Ed allora sono come gli arbitri. Sarri può rimanere ma ha gestito male la rosa che è arrivata stanca. La Coppa Italia non interessa ma l’Europa League sì, anche se nel passato il presidente, sembra di ricordare, la pensasse diversamente. Giuntoli ha in mano un portiere e lui un altro: con  molta probabilità in azzurro non arriverà nessuno dei due. Il contratto del tecnico non è un problema ma chi lo volesse deve pagare la clausola. Giampaolo sì, ma solo se si vuole continuare sulla stessa strada tecnica: solo che l’attuale allenatore della Samp ha fondamenti sarriani ma la sua squadra è parecchio diversa.

Poi il presidente fa finta di essere mozzicato dal fantomatico sarchiapone e annuncia di avere in mano una punta da venti reti e parla anche di Younes che il piede a Napoli non lo metterà più.

Caro presidente lei ha tanti meriti, ha tante idee, ha una grande capacità oratoria ma smetta di prendere in giro i napoletani che l’hanno accolta come un re. Il Napoli per vincere ha bisogno di un progetto e di un’organizzazione a partire da un’attenta gestione della comunicazione  che oggi non esiste.

Poi, come ha detto Sarri, si potrà andare a prendere anche il potere per ottenere un risultato che già da qualche stagione ma in questa in particolare il tecnico, la squadra, il pubblico e soprattutto lei meritavate.

Giovanni Gaudiano

 

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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