De Laurentiis avverte: i nostri campioni non sono in vendita

In una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, dopo una seduta dell’Assemblea Generale dell’ECA, Aurelio De Laurentiis ha risposto a molte domande sul futuro del Napoli partendo da Carlo Ancelotti: “Il lavoro di Ancelotti è stato ottimo e i risultati lo confermano. Tornassi indietro, sceglierei assolutamente ancora Ancelotti come tecnico. Con lui abbiamo altri due anni di contratto e siamo l’unico club italiano che non è alle prese con una rivoluzione interna. Questo ci permetterà di fare le cose per bene e di costruire una squadra ancora più forte di quella che abbiamo“. E dopo aver glissato sulla querelle Sarri-Juve, dichiarandosi distaccato dalla vicenda, ha risposto alle richieste sul mercato: “L’estate è lunghissima e tanti eventi possono accadere fino al 2 settembre”.  Comunque la linea guida della società obbedisce al diktat di cedere per comprare. “Il Napoli – ha chiarito De Laurentiis – ha un patrimonio notevole di calciatori che nell’ultima stagione sono stati in prestito in altre squadre come ad esempio Grassi, Sepe e Inglese che abbiamo mandato a Parma. Poi confrontandomi con i miei collaboratori abbiamo stabilito che la squadra ha bisogno di un attaccante e un terzino destro che è già arrivato (Di Lorenzo) e a sinistra, soltanto se uno dei terzini dovesse andar via”. L’attesa dei tifosi converge dunque sull’attaccante:”Icardi?”  “Icardi – chiarisce il Presidente – lo abbiamo trattato già tre anni fa, mentre adesso…. Adesso è l’Inter a volermi smantellare la squadra chiedendo i giocatori più forti che abbiamo”. Zielinsky? Insigne? “Insigne è un giocatore del Napoli e siamo felici, – ha concluso il discorso-  inoltre  è bene chiarire che i nostri campioni non sono in vendita”

Una chiarezza d’intenti concertata con Carlo Ancelotti volato in Canadà con il cellulare sempre acceso in attesa di notizie prima di iniziare a Dimaro, il 5 luglio, la nuova avventura 2019/2020.

Intanto dal Napoli all’ECA, De Laurentiis ha parlato della riforma che ha in mente l’Uefa che non può certo prevedere quello che succederà tra sette/otto anni, e “l’ECA – ha detto De Laurentiis – è nata sia per difendere gli interessi dei club contro chi ha sempre recitato un ruolo da padrone, ovvero la FIFA e l’UEFA, sia per creare i giusti equilibri”.
Da qui la proposta di un’unica grande Champions: “Perché parlare di Champions ed Europa League? Sembra una competizione per club di qualità e un’altra per sfigati”.
De Laurentiis guarda lontano e ha costruito le fondamenta di una squadra protagonista in Europa difendendola dagli assalti della nobiltà decaduta.

Diana Miraglia

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