DE LAURENTIIS BLINDI IL NAPOLI

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis

Da Kiev potrebbe arrivare l’unica squadra italiana in una finale europea ma al calcio italiano non farebbe piacere

Le vicende degli ultimi giorni attorno al Napoli, ma più in generale quelle di tutto il calcio italiano, impongono una seria riflessione. In sostanza, quello rappresentato dal calcio italiano appare come un ambiente da neurodeliri dove si muovono, parlano ed agiscono persone che farebbero bene a tacere.
La vicenda del dopo Parma, che avevamo definito parole in libertà, si è di fatto spenta prima di accendersi per davvero. Per la verità un piccolo, insidioso strascico l’ha lasciato, visti i provvedimenti del Giudice sportivo che hanno riguardato Benitez ed Higuain, ma alla luce del reclamo che la società presenterà è lecito attendersi un abbattimento di quelle decisioni che definiremmo superficiali ed inutili o forse strumentali.
Certo strumentali senza che qualcuno, storcendo il naso, faccia riferimento a quel presunto vittimismo tipico di noi napoletani. In questi giorni il Napoli si gioca l’intera stagione e potrebbe, rappresentando l’unica squadra italiana a raggiungere una finale europea, giocare per la credibilità e per il nome del calcio italiano tutto. Ebbene, come si comporta il dorato mondo che avvolge l’italica pedata di breriana memoria rappresentato da tutti, dico tutti, gli addetti ai lavori: cerca la polemica, trae conclusioni, monta casi inesistenti e alla fine punisce tanto per far vedere di aver preso buona nota.
La frase attribuita a Benitez potrebbe anche essere vera ma quante frasi vengono dette anche ad alta voce a bordo campo senza che nessuno mai si sia sognato sino ad oggi di sanzionarle? E poi perché sanzionare un’espressione che racchiude l’immagine che di noi, purtroppo, si sono fatti tutti quelli che abitano oltralpe?
Il nostro calcio è malato. Senza dirlo e senza voler fare invasione di campo qualche volta anche il presidente del Coni lo ha lasciato trasparire dalle sue dichiarazioni.
Abbiamo un neo presidente della Federazione sul cui operato prima e dopo l’elezione sarebbe bene approfondire; abbiamo il suo grande elettore e consigliere federale Lotito che di recente si è reso protagonista di una vicenda che andava sicuramente sviscerata meglio, a proposito non se ne parla più; abbiamo un settore arbitrale che va certamente sostenuto ma nel quale almeno le figure decisionali dovrebbero parlare un pochino di più affrontando i temi seri e non certamente le risultanze delle tante moviole in onda; abbiamo giocatori che andavano allontanati dal mondo calcistico visto che sono ancora in corso accertamenti che potrebbero portare a serie condanne ma che invece nella propria squadra addirittura vestono la fascia di capitano.
Ci sarebbero altre cose ma sistemare già queste storture basterebbe a ridare maggiore credibilità ad un movimento che ha un giro d’affari tale da posizionarsi tra le prime risorse del nostro paese.
In questo scenario qualcuno ha ritenuto che Benitez andasse sanzionato e poi tutto il sistema calcio ha parlato di quest’evento come del capolinea del lavoro a Napoli del tecnico spagnolo e questo, naturalmente, alla vigilia della semifinale di ritorno che il Napoli giocherà domani sera a Kiev.
E’ semplicemente assurdo, come sono assurde le parole di Mirante che dopo la sceneggiata del Tardini adesso vuole pagare la metà della multa inflitta ad Higuain.
Il Napoli saprà superare tutto questo. Però ci permettiamo di suggerire al presidente De Laurentiis una riflessione/domanda: i rapporti tra Platini ed il mondo federale italiano sono buoni e d’altronde non potrebbe essere altrimenti. Quindi, è pensabile che qualcuno abbia voluto prendere le distanze dalla società da lei rappresentata?
I comportamenti di questo scorcio di settimana saranno esaminati meglio in un momento successivo, ora al Napoli tocca fare l’impresa anche se non a tutti farà piacere.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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