Daniele De Rossi è intervenuto nella sala conferenze dallo Stadio Luigi Ferraris di Genova per rispondere alle domande della stampa. Questa la diretta testuale redatta da Tuttonapoli.net. della conferenza stampa.
Sul rigore contestato: “Tocca troppo spesso a noi. Devo lavorare sui dettagli di un regolamento di merda: dobbiamo essere passivi in area, sui contrasti, attenti a non sfiorare, a saltare con le mani in tasca. È tutto cambiato ed è agghiacciante non conoscere il limite di un chiaro errore: chi lo decide? Questi ragazzi non meritano di uscire bastonati dallo stadio. Hanno fatto una partita di grande intensità contro una squadra forte. Vanno forte in settimana e devo dirlo: sono encomiabili”.
Sulle scelte e sui cambi: “Ognuno sa che tipo di allenatore vuole essere. Contro una squadra forte, in undici contro undici, forse non avrei fatto quei cambi, ma con l’uomo in più bisognava provarci: non capita sempre di giocare 20 minuti con l’inerzia dalla tua parte. Col senno di poi forse le cose cambiano, ma non posso fare il lavoro di altri: devo fare l’allenatore. A volte sbaglio”.
È mancato qualcosa per portarla a casa? “Abbiamo perso due punti per un cross sbilenco, un tiro così così e un rigore che abbiamo visto. Andiamo avanti: è dura, ma andiamo avanti”.
Rrahmani su Mkhitaryan come Cornet su Vergara? “Non lo ricordo quel rigore, e nemmeno voglio analizzarlo. Siamo tutti sulla stessa barca: oggi tocca a noi, domani toccherà al Napoli”.
Cosa si poteva fare meglio dopo i cambi? “La gestione andava migliorata. Il Napoli non voleva prendere il terzo gol: ho provato a sgolarmi. Abbiamo regalato dei possessi, poi non puoi sempre pretendere che i tuoi tirino sotto l’incrocio. Sui nostri gol loro sono stati imprecisi: nel calcio gli errori si pagano”.
Arbitro in campo e rigore valutato dal VAR di Bergamo? “Ero il primo tifoso del VAR: ai miei tempi qualche rapina in meno l’avrei subita. Gli stiamo dando un potere pericoloso, ma ormai non si torna più indietro. I contatti ci saranno sempre, il gioco cambierà e sarà un peccato per tutti. Ci stiamo dentro e tutti subiremo rigori del genere”.
Cosa resta di positivo dopo questa delusione? “La cosa positiva è che questa delusione la conosciamo già. È un’ingiustizia che ho già provato: penso al match con l’Atalanta, con la Lazio pure. I ragazzi sanno cosa significa uscire così e come rialzarsi. Abbiamo una tifoseria che ci riconosce le partite che facciamo. Si riparte: dobbiamo salvare il Genoa e non fare un passo indietro”.
Altre note positive? “Solo a Roma siamo stati un po’ mosci nella reazione. Noi siamo una squadra di uomini importanti e coraggiosi. Ero consapevole di non volerla perdere: c’era Højlund in campo e, se fosse stato tolto, avrei rischiato di più. Rasmus non ci ha mai messo in difficoltà. Abbiamo regalato dei calci d’angolo e può succedere: devo lavorarci sopra”.
Guardando avanti, che sensazione ha? “Andiamo avanti, perché questo è il calcio. Ho la sensazione che, con un po’ di fortuna in più, la squadra sarebbe più in alto, con 5-6 punti in più”.
Che giudizio dà sulla partita contro gli azzurri? “Il Napoli è molto forte. Avevamo messo bene la partita, poi l’avevano ribaltata. Rimetterla in piedi non era facile: abbiamo fatto il 2-2 su nostra pressione e, contro una squadra così forte, la gara è andata bene. La sensazione amara è questa: fare zero punti contro il Napoli e altre squadre nonostante le prestazioni. Dovevamo essere perfetti e non lo siamo stati”.