De Zerbi contro l’Atalanta ha sbagliato tutto. La tifoseria del Benevento meritava una partita diversa

Il Benevento è quasi prossimo alla retrocessione: questo purtroppo non si può negare. La Dea Atalanta ha dato dimostrazione di essere più potente della Strega per maggiore esperienza in massima serie e una superiorità tecnica innegabile. Cosa sarebbe successo se Diabatè non avesse fallito quell’occasione clamorosa nel primo tempo? Probabilmente ora il Benevento avrebbe uno/tre punti in più.

Il gigante maliano ha probabilmente accusato i grandi elogi ricevuti in questi giorni per la strabiliante media realizzativa avuta nelle ultime uscite dei campani. Ci può stare, fa parte del gioco. Non ci può stare l’atteggiamento del tecnico sannita De Zerbi nel pre e nel post partita. La scelta tattica di riprodurre a specchio il modulo degli orobici può avere una sua logica, ma perché cambiare sei undicesimi di formazione (senza considerare l’esclusione di Guilherme necessaria per infortunio)?

Certe dinamiche all’interno dello spogliatoio sono sicuramente note soltanto all’allenatore, che segue gli uomini a sua disposizione quotidianamente. Perché allora non effettuare cambiamenti alla formazione titolare in maniera più oculata? Le tante domande difficilmente troveranno risposta, perché ora il Benevento dovrà giocare le restanti cinque partite della stagione con la consapevolezza di una retrocessione imminente, seppur ancora non matematica.

Il pubblico del Vigorito e la tifoseria seduta in poltrona nei propri focolari meritava un trattamento diverso. Il campo ha dimostrato che la partita si sarebbe potuta comunque vincere, indipendentemente dalle differenze tecniche esistenti sulla carta tra Benevento e Atalanta. Nonostante tutto questo i tifosi hanno continuato ad intonare cori a sostegno della propria squadra, dando una grande lezione di tifo a tutto il calcio italiano (basti vedere le contestazioni fatte a Verona ed in altre piazze a rischio retrocessione quest’anno).

In una stagione piena di errori ognuno ha cercato di fare il suo: il presidente Vigorito ha rinforzato la squadra come doveva, la squadra ha dato tutto quello che poteva in queste condizioni e la tifoseria non ha fatto mai mancare il proprio apporto nel bene e nel male. Quello che forse non ha fatto il suo è stato proprio De Zerbi, bravo a dare un’idea di gioco alla squadra ma poco elastico in certi momenti dove erano necessari risultati e non prestazioni.

“Miracoli se ne fanno pochi, io le mie responsabilità ce le ho ma non mi autoflagello” sono le dichiarazioni del tecnico che in maniera latente probabilmente volevano giustificare l’incapacità di aver sovvertito una situazione difficile, ma comunque migliorabile. Certe parole in situazioni così delicate andrebbero evitate, soprattutto quando si lavora in una piazza con una tifoseria straordinaria che  tra l’altro ha creduto fino alla fine in un miracolo sportivo.

Comunque vada a finire, la storia in A del Benevento non termina qui perché in futuro grazie all’esperienza di questa stagione si affronterà il campionato con un piglio diverso sin dall’inizio e il risultato, naturalmente, sarà diverso.

Lorenzo Gaudiano

 

Lorenzo Gaudiano
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