Le prime due amichevoli che il Napoli giocherà a Dimaro contro l’Arezzo e la Carrarese saranno seguite quest’anno con particolare interesse nel tentativo di capire come vorrà giocare il Napoli di Max Allegri. Intanto si affronterà il ritiro in modo molto diverso dallo scorso anno, quando ben 9 giocatori entrarono a far parte del club azzurro. Quest’anno, dopo un mercato in uscita, si potrà pensare ai tre/quattro profili indispensabili a completare la rosa solo nell’ultima parte del calciomercato.
Tuttavia, per il lavoro del ds Manna, alcune trattative già avviate hanno subito uno stop così Gila ha trovato la strada rossonera e Khalaili sarà dell’Inter dopo l’accordo raggiunto per 25 milioni e un contratto quinquennale. Resta in sospeso per il Napoli la trattativa con Exequiel Zeballos del Boca Juniors che messo fuori rosa aspetterebbe soltanto un cenno per arrivare a Napoli. Di Zeballos, esterno argentino, se ne parla da marzo quando Manna lo bloccò per evitare che il giovane talento si svincolasse a parametro zero a dicembre. Ora però deve attendere che si creino le condizioni per il passaggio pur se un esperto di tattica qual è il giornalista Paolo Del Genio nutre qualche fondato motivo.
Nel corso del suo consueto intervento ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, Del Genio ha espresso più di una perplessità sulla reale utilità dell’operazione e offrendo un’interessante chiave di lettura tattica sulla rosa a disposizione di Massimiliano Allegri.
L’esperto si è mostrato cauto sul profilo del ventiquattrenne sudamericano: “Non mi entusiasma come giocatore, però è un buon calciatore. Vediamo se si libera qualche casella. Forse Lang a sinistra. Al suo posto ci può stare ma non ha un grande rapporto col gol, anche se ha dribbling e velocità. Io credo anche che dal lato opposto abbiamo la possibilità di valutare meglio Giovane che secondo me è un buon giocatore. Io quindi Zeballos non lo prenderei”. Un’analisi obiettiva in chiave tattica, che inoltre non può non tener conto dei tanti infortuni occorsi in particolare tra il 2022 e il 2023 quando non ha quasi mai visto l’erba del campo prima per una lesione del legamento della caviglia, poi per una lesione al menisco del ginocchio sinistro e ancora per una rottura del legamento crociato del ginocchio destro e in quest’ultima stagione un infortunio alla coscia per uno stop di 66 giorni.
Continuando poi nell’analisi, Del Genio ha parlato della collocazione dei giovani in rosa e sulla disposizione in campo che agevolerebbe le rotazioni azzurre: “Vergara invece Manna l’ha inserito nell’elenco dei centrocampisti e non degli esterni. Poi se si resta col 3-4-2-1 allora in quella posizione può rientrare anche Giovane, Vergara o De Bruyne. Per me meglio partire col 4-3-3 così è più facile formare le coppie”. Proprio sul posizionamento di Giovane, Del Genio ha lanciato una precisa indicazione per l’attacco: “Giovane in carriera ha giocato quasi sempre da centravanti, da prima punta. Poi a Verona è stato utilizzato in maniera diversa ma in Brasile giocava come attaccante. Quindi lo considererei punta nelle riflessioni per il vice Hojlund”.