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Occorreva il disastro per cambiare?

Il prossimo 22 giugno l’assemblea elettiva eleggerà il prossimo presidente della Figc mentre in America la Bosnia giocherà con il Canada, la Svizzera e il Qatar. E c’è tanta rabbia nel dover assistere un’altra volta da spettatori avulsi dal torneo più coinvolgente che può capire soltanto chi ha vissuto le notti magiche da quel triplice grido Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo nel 1982 fino a Campioni del mondo del 2006. Poi, poco alla volta le luci si abbassano, diventano flebili, facendo vivere all’Italia due Mondiali da dimenticare fino all’assenza.

Ora si cambia, ora è rivoluzione, nel caos: ma se la lotteria dei rigori a Zenica avesse premiato l’Italia, si sarebbe continuato con questo staff dirigenziale? Con questo designatore degli arbitri? Si sarebbe continuato a vivacchiare senza costruire? Si sarebbe continuato in questa politica invasiva nello sport per inquinarlo? Dunque occorreva quest’ultimo disastro per tentare di ricostruire? Due fallimenti non erano stati sufficienti?

Il visionario De Laurentiis predica da anni la strada da percorrere ed ora si capirà se le correnti politiche avranno ancora il predominio sulle competenze sportive o se qualcosa di nuovo e soprattutto di limpido potrà far luce sull’Italia.

La strada per la successione vivrà due mesi bollenti e con Gattuso in bilico, mentre per l’Italia si profilano due amichevoli, la prima con la Grecia il 7 giugno dopo l’ultimo raduno a Coverciano a fine maggio con aspiranti azzurri guidati forse da un ct ad interim. Tutto sospeso: tutto in divenire con l’Italia che da fine settembre, per una maxi sosta, dovrà affrontare per la Nations League in un girone di ferro, Belgio, Turchia e Francia.

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