Dopo Kiev in campionato un Napoli diverso

Il Sarri arrabbiato, che in televisione non è stato mai inquadrato

La tre giorni europea si concluderà stasera con le quattro italiane, Roma, Inter, Fiorentina e Sassuolo impegnate nel primo turno dei gironi di Europa League in gare non impossibili ma, in particolar modo quella del Sassuolo a Reggio Emilia contro l’Atletico Bilbao, insidiose e da affrontare con la giusta concentrazione e determinazione.

Il Napoli, nel frattempo, prepara la sua  gara di campionato di sabato contro il Bologna e quindi, in questa breve pausa, è giusto ritornare sulla gara di Kiev per soffermarsi in particolare su un aspetto che quella partita ha evidenziato.

Gli azzurri hanno sin qui disputato 4 gare ufficiali. A Kiev per la prima volta il possesso palla della squadra di Sarri è stato inferiore all’avversaria.

Il dato statistico dice 54% Dinamo e 46% Napoli.

Si è detto, infatti, che la partita non è stata la migliore disputata sin qui dagli azzurri, ma si tratta solo di un caso o dimostra, invece, qualche cambiamento, una variazione nel gioco, una nuova idea da applicare quando non si riesce a svolgere fino in fondo il proprio gioco?

Nelle precedenti partite con Pescara, Milan e Palermo il possesso palla del Napoli è stato rispettivamente il 62%, il 59% e il 56%.

In Ucraina tra l’altro la squadra azzurra ha giocato i 25 minuti finali, compreso il recupero, in superiorità numerica.

Non tragga in inganno la condiscendenza nelle dichiarazioni di Sarri sul gioco, poco da Napoli, mostrato durante una buona parte della gara. Lo scorso anno, a parte pochissimi episodi, la squadra azzurra ha raccolto consensi ovunque e da tutti, ma poi pur laureandosi campione d’inverno è stata battuta da una squadra a cui tutti, a partire da Arrigo Sacchi, hanno rimproverato un gioco non all’altezza e poco aderente alla prima della classe.

Contro la Dinamo, Hamsik e compagni hanno tentato di mettere il risultato in cassaforte, ma hanno ad un certo punto badato a non correre rischi. Hanno concesso uno sterile possesso palla ai ragazzi di Rebrov, incapaci di affondare, che nel dopo gara ha dichiarato come Sarri avesse studiato bene  il gioco della sua squadra. Il Napoli in effetti ha giocato da squadra di rango, cercando di spendere le minor energie possibili e facendo leva sugli uomini più in forma in questo momento: Ghoulam, Albiol, Koulibaly, Callejon, Mertens e quando è entrato Zielinski.

La gara di Champions potrebbe rappresentare una svolta determinante nell’organizzazione di gioco del Napoli. In fondo tutti, ma proprio tutti, abbiamo dimenticato che lo scorso anno per Sarri è stato il primo trascorso su una panchina così calda è importante. Per un tecnico, venuto dalla gavetta, che sognava in serie C di ascoltare a bordo campo la musica della Champions, quell’esperienza non può non aver lasciato il suo segno. Il Napoli adesso è secondo, ma si può essere d’accordo con l’allenatore azzurro, nessuno firma oggi per un tale risultato a fine campionato.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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