E la città dai mille contrasti, dai mille colori, dimostra che può sorprendere e lasciare senza respiro

Uno scenario magnifico ha salutato l’inizio delle Universiadi 2019. Uno Stadio San Paolo
irriconoscibile, fresco di restyling, pieno di entusiasmo come neanche con il Napoli della
Champions League, ha accolto con calore gli atleti delle Universiadi ospitate per l’estate 2019 da
Napoli e dalla Regione
Campania. Una grande “U” sul prato – coperto per l’occasione – come un
grande abbraccio per gli oltre 8mila atleti provenienti da 120 Paesi ma anche il simbolo del Golfo di
Napoli, città ospitante. Si è presentato così lo stadio
più nominato d’Italia agli oltre 30mila
spettatori sugli spalti per la
cerimonia d’apertura. In tribuna autorità, accanto al
Presidente della
Repubblica Mattarella, erano presenti anche il Presidente della Camera dei Deputati
Roberto Fico,
l’arcivescovo di Napoli, cardinale
Crescenzio Sepe, il presidente della Regione Campania
De
Luca
e il numero uno della Fisu – la federazione degli sport universitari –
Oleg Matytsin.
A parte l’imbarazzo iniziale per i fischi al saluto del sindaco De Magistris – successivamente
riproposti all’attenzione del Presidente della Regione De Luca ma anche verso le delegazioni
francese e tedesca – la cerimonia
è iniziata con la parata degli atleti delle delegazioni sportive
provenienti da tutto il mondo. Grande calore soprattutto per l’Argentina – che ha sfilato con una
maglietta della nazionale di calcio con numero 10, scatenando il canto propiziatorio “Diego Diego”
da parte di tutto il San Paolo – e dell’Uruguay, munito di cartellone d’amore verso Napoli. Lo stadio
è letteralmente esploso, però, all’ingresso in campo dell’ultima delegazione: quella d’Italia, quando
– coprendo di fatto la canzone “Gloria” di Umberto Tozzi – ha attaccato con il ben più partenopeo
ed impertinente “oi vita, oi vita mia”.
Entusiasmo alle stelle, infine, per la presenza di un emozionatissimo Alex Meret e di Lorenzo
Insigne, che con un calcio ha spedito un finto pallone di fuoco ad accendere il grande vulcano che,
scenograficamente, ha dominato l’intera serata. Molto applauditi, infine, gli ospiti, fra cui Malika
Ayane, Bebe Vio, Anastasio (fresco vincitore di X Factor). Conclusione pirotecnica – in tutti i sensi
– affidata ad un magistrale Andrea Bocelli.
Protagonista assoluto? Lui. Perchè in una serata calda di luglio, in occasione delle Universiadi, con
un abbraccio ideale, il grande Vesuvio dalle fattezze moderne, così come immaginato dalla Balich
Worldwide Shows di Marco Balich ha letteralmente sconvolto, illuminato, arricchito, lavato col
fuoco della “passione” dando un gran bel segnale al mondo intero.  La città dai mille contrasti, dai
mille colori, vittima dei tanti stereotipi mediatici, ancora una volta dimostra che, nonostante tutto,
può sorprendere e lasciare senza respiro. E anche questo è forza Napoli sempre.

Simona D’Orso

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