E su Facebook anche la dolce, orgogliosa malinconia di Maurizio De Giovanni

Maurizio de Giovanni
29 aprile alle ore 20:42 ·

Senza soldi. Senza potere, senza sudditanze. Senza agganci, senza asservimenti e senza iperstrutture. Senza politica, senza succursali.
E ciononostante abbiamo portato il campionato alla fine, tenendoli con la lingua lunga e la preoccupazione addosso, tredici contro trenta, cento milioni di ingaggi contro trecento, come correre il Gran Premio con una Punto e arrivare secondi a un soffio, quattordici punti dalla terza.
Orgoglioso di questa squadra, di questo tecnico. Orgoglioso dei dodicimila all’aeroporto, dei cinquemila alla stazione. Orgoglioso dell’assenza di violenza, dell’assenza dei cori contro. Orgoglioso della città felice con poco, con pochissimo, e di non aver minacciato o contestato chi vince da sempre solo per una partita storta.
Orgoglioso dell’identità, semplicemente e immensamente azzurra.
Grazie, meravigliosi ragazzi. In questo calcio marrone e maleodorante, in questo calcio galeotto e senza colori, voi siete uno squarcio di cielo. E rimarrete per sempre, perché non è vero che contano solo gli albi d’oro.
Grazie, magico mister. Tu sei la sabbia nell’ingranaggio, il bastone fra le ruote. Sei tu quello che dà un senso ai bambini che sorridono dietro un pallone.
Primi, per noi. E tanto basta.

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