Granada-Napoli 2-0 (19′ Yangel Herrera, 21′ Kenedy)
Tra Covid e infortuni, la formazione a Gattuso la fa in pratica l’infermeria, visto che sono ben 9 le defezioni: Ospina, Manolas, Koulibaly, Ghoulam, Hysaj, Demme, Lozano, Mertens e Petagna, una squadra in pratica ai box. L’atteggiamento mentale e tattico è l’opposto rispetto a quello della partita contro la Juventus, e l’assenza di Lozano mette a nudo tutte le fragilità di questa squadra. In due minuti il Granada– alla partita della vita- infligge l’uno-due letale al Napoli; gli azzurri- attendisti e acciaccati- non riescono praticamente mai a farsi vedere dalle parti di Rui Silva. E’ tornato il piatto Napoli, quello che fa venire sonno durante la partita e lo toglie dopo. Adesso ad attendere Gattuso c’è l’Atalanta, prima della sfida di ritorno al Maradona, nella quale servirà l’impresa. Domanda: se Insigne non era al 100% (come evidente), perchè non dare spazio a giocatori come Cioffi, in vista dell’importanza dei prossimi due impegni? Interrogativo irrisolto.
Il Granada, al debutto in campo europeo, si conferma squadra solida, con tanta gamba e velocità, e dopo un inizio di attesa gli spagnoli bastano due minuti per mettere in ginocchio i partenopei: al 19′ Kenedy pesca sul secondo palo Herrera che anticipa Di Lorenzo, svetta di testa e batte Meret sul suo palo; al 21′ Politano perde palla, Machis innesca Kenedy che con un diagonale di sinistro fulmina Meret. Il numero 1 azzurro, eroe contro la Juve, non riesce a ripetersi, tanto che sul primo gol non è esente da colpe. Il Napoli non riesce a scuotersi, la palla gira troppo lentamente e i troppi errori tecnici penalizzano il gioco. Così, contro ogni pronostico, Rui Silva non deve compiere alcun intervento e solo un tiro-cross di Mario Rui alla mezzora gli fa scorrere i brividi sulla schiena.
Gattuso prova a dare una scossa inserendo Zielinski mezzala sinistra, spostando Elmas a destra e lasciando fuori Politano, uscito dal campo per una botta al costato, Il Napoli appare un pizzico più vivace ma con errori marchiani, come quello di Mario Rui che consegna palla a Kenedy e per fortuna il suo cross è impreciso; il portoghese si riprende poco dopo servendo un buon pallone per Zielinski sulla trequarti, il polacco si gira bene ma il suo destro, poco dentro l’area è alto. Insigne non è in forma, Osimhen praticamente non ha fatto niente, ma Gattuso si intestardisce e invece di risparmiare minuti al capitano inserisce solo Bakayoko al 63′ al posto di Lobotka; nessun altro cambio nelle file del Napoli Poi l’occasione migliore, su calcio piazzato di Mario Rui, con Rrahmani al 71′ che colpisce solo di testa al limite dell’area piccola ma mette incredibilmente alto; sul pallone sarebbe potuto arrivare Osimhen, p un grande rimpianto Nel finale il Napoli prova il forcing e Osimhen gira in porta una buona palla di Insigne, con Rui Silva alla prima parata. Nel recupero però ( appena 4 i minuti concessi dall’arbitro Karasev, la cui direzione è stata pessima) è Meret a negare a Herrera la gioia della doppietta, lasciando così quel piccolo spiraglio per il match di ritorno.