E tornò il sereno: tifosi a Castel Volturno in segno di pace

Pace fatta tra tifosi e squadra. Pace fatta tra Insigne, tifosi e Ancelotti. Stadio San Paolo pronto per la festa: si rasserena l’ambiente, l’azzurro in cielo (solo metaforico) si fa strada tra le nuvole e allora c’è solo da augurarsi che il progetto Napoli vada avanti con la solarità dei tifosi che vorrebbero vivere tanti giorni da campioni. Ieri il segno della pace con una delegazione della curva A pronta a giurare eterno amore alla squadra dissociandosi da chi aveva offeso Callejon. Lorenzo Insigne, apre i balconi e sorride dinnanzi ad uno striscione “resta con noi”. Evviva la coerenza.
Intanto sarebbe il caso 1) di capire la presenza della Digos accanto ai tifosi che ieri sono andati a Castel Volturno per chiarire la loro estraneità nei “fatti” di Frosinone; 2) capire perché la Digos indaga (e su chi) dopo il sequestro dei tre striscioni esposti in tre luoghi simbolici della città, piazza del Plebiscito, via Marina e all’esterno dello stadio San Paolo, quasi come una dichiarazione di guerra verso Aurelio De Laurentiis; 3) perché il tifoso che ha ri-lanciato la maglia a Callejon non sia stato intervistato; 4) perché dei fatti di Frosinone sia emerso soltanto quel gesto sospetto; 5) perché non è stato denunciato con la stessa enfasi, il comportamento dei tifosi ciociari che hanno cercato insistentemente lo scontro con la tifoseria del Napoli; 6) perché non è stato condannato il tentato scippo a Ounas che (lui colpevole!) non aveva prudentemente seguito il percorso protetto: come dire che una fanciulla con la minigonna, se l’è cercata; 7) perché non è stato messo in risalto che la Digos abbia arrestato uno dei facinorosi che vedrà le partite del Frosinone a casa con il Daspo in tasca.
E si guardi oltre: è da festeggiare il ritorno in serie A del Brescia che a corto di idee e con la polvere addosso ancora della B, ha ritenuto mettere in rete un coro sarcastico verso i terun. La società approva?
Quale prospettiva di miglioramenti possono venire al campionato italiano da queste basi di guerriglia territoriale? Guardare l’Europa, voler giocare in Champions o in Europa League, progettare una superlega significa innanzitutto “costruire” un pubblico di sportivi tifosi del calcio prima ancora della propria squadra. E chi segue il calcio inglese, olandese, spagnolo, tedesco sa che quello italiano è da serie B. Tanti segnali negativi possono riproporre altri campionati come gli ultimi: già pronto il 9° scudetto, griglie Champions con qualche variabile impazzita, il limbo di centro classifica, molti stadi che si svuotano e molte disdette Sky.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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