Ed ora la palla passa a Gravina: riforme o fallimento
Forse nemmeno lui si attendeva un tale plebiscito, ma i risultati parlano chiaro: con il 73,45% dei voti, Gabriele Gravina, Presidente uscente della FIGC, è stato riconfermato. Tanta la delusione per lo sfidante Cosimo Sibilia, tradito anche dal suo “serbatoio” di voti, la Lega Nazionale Dilettanti, al momento consumato da dissensi interni (i comitati lombardo ed emiliano sono sul piede di guerra). Adesso sono alte le aspettative per Gravina, che dovrà trasformare questa fiducia in riforme.
Sono tante le possibilità sul tavolo del n.1 della FIGC, come sottolinea Fulvio Bianchi su Repubblica. Anche il momento delicatissimo – le perdite per 600 milioni della sola Serie A, diversi club a rischio default – può aiutare a prendere decisioni drastiche. Una prima riforma al vaglio è il passaggio ad una Serie A da 20 a 18 squadre: ne gioverebbero i bilanci e l’attrattività della competizione. La Serie A si è storicamente sempre opposta ad un ridimensionamento, ma i tempi sono ormai maturi. Senza contare che con una Champions “XXL” dal 2024, una riforma del calendario sarebbe necessaria. Con buona pace di Lotito, primo sostenitore dello status quo.
Per la Serie B, l’idea di Gravina è un doppio girone, con un sistema di playoff e playout come accade in Lega Pro. E poi ancora “Calcio femminile, riforme, infrastrutture”, come richiesto da Gianni Infantino, Presidente della FIFA. Senza dimenticare gli Europei, la cui partita inaugurale si giocherà a Roma, l’11 giugno. L’obiettivo: aprire l’Olimpico a 30.000 tifosi.




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