Eraldo Pecci ricorda un Napoli-Verona 5 – 0
Un’intervista di Eraldo Pecci al quotidiano L’Arena attraverso un amarcord di un Napoli-Verona 5-0 nell’anno pre-scudetto 85/86. Pecci ricorda Diego e al Napoli di Spalletti dice, “adesso il Verona fa davvero paura”
Mai banale Eraldo Pecci, come quel 44 pianta larga che calzava. Lui tutto fosforo e tecnica in campo, ma con i «piedoni» più vicini a quelli del tedesco Netzer che all’argentino Maradona. Nel Napoli pre scudetto, Pecci, disputò una trentina di partite tra campionato e coppa. «Un anno senza Diego è dura ma anche cinquecento senza Leonardo Da Vinci». Eccolo qui Pecci, che sottolinea come…«Il web ma anche sui quotidiani, Maradona è stato ricordato per quello che ha fatto nello sport e non nella vita reale. Chi lo criticava lo faceva per invidia o aveva un bel po’ di rogna. Il più forte? Ma sa, io vedo il calcio come un grande palazzo. Dalle fondamenta fino all’attico ci sono buoni e ottimi giocatori. Su là in alto ve ne sono pochi. Pelè, Di Stefano Cruyff e compagnia bella. Sì, Diego era davvero un extraterrestre».
Testimone oculare Segnò Pecci in quel Napoli-Verona 5 a 0 della stagione 1985/’86. Era il 20 ottobre. All’Hellas dei titolari mancavano Verza e Galderisi. Troppo poco per spiegare una manita così clamorosa. «Sì, sì ho segnato alla fine. La rete da cineteca la fece Maradona da metà campo. Noi stavamo bene, mentre i gialloblù si stavano riorganizzando dopo lo scudetto. Che squadre c’erano ma erano tempi diversi. Oggi se non corri non vai da nessuna parte. Il Napoli non deve sottovalutare questo Verona» continua l’ex azzurro, «i gialloblù ora sono una brutta gatta da pelare. Sono in fiducia e poi come l’Atalanta possono mettere in difficoltà chiunque. Finchè hanno benzina vanno, poi magari pagano lo sforzo ma avete visto con la Juve? Hanno retto sino alla fine. Credo che la squadra di Spalletti abbia qualcosa in più però. È più quadrata rispetto alla passata stagione ed ha giocatori che possono risolvere la partita in ogni momento».



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