Fernando LLorente arriva e Simone Verdi parte per chiudere un mercato molto interessante

Si pensava che Fernando Llorente, soprannominato el rey leòn, fosse l’ultimo squillo di un calciomercato lunghissimo; invece a tre minuti dal gong, Simone Verdi ha chiuso il mercato in uscita del Napoli approdando a Torino, sponda Toro. Grandissimo lavoro di Cristiano Giuntoli che in tre mesi è riuscito a realizzare un tesoretto sapendo piazzare gli esuberi con grande oculatezza riuscendo infine a battere il gong con l’ultimo “affare” secondo la volontà di De Laurentiis. Soltanto Mauro Icardi ha intralciato il cammino del Napoli e l’ingresso di Llorente va inquadrato in un progetto molto più ampio rispetto al passato. Mai De Laurentiis aveva ceduto alle sirene degli ultratrentenni, ma il testimone dato nelle mani di Ancelotti ha costretto il presidente a rivedere (in parte) la filosofia del club. L’ingresso di LLorente rappresenta un investimento a perdere ma rappresenta anche l’elemento che “serviva” a rafforzare la fiducia accordata a Milik. Lo spagnolo torna in Italia dopo quattro anni, e si è affidato ad Instagram per salutare i nuovi tifosi: “Sono molto felice di iniziare questa nuova avventura con la squadra del Napoli! Sicuramente ci aspettano grandi momenti da vivere insieme, ed io farò del mio meglio per raggiungere tanti obiettivi importanti. Infine ringrazio tutti i tifosi di questa grande squadra per l’affetto che già da subito mi avete dimostrato. Grazie molte davvero!”

Avrà a disposizione 15 giorni quasi in beata solitudine a lavorare con Carlo Ancelotti che in 4 giorni dovrà convincere il San Paolo di guidare una squadra vincente: contro la Sampdoria,(14?) debutto in campionato e il 17 Napoli – Liverpool, come dire un doppio battesimo del fuoco.

Napoli attende LLorente con molta curiosità ma anche con qualche perplessità dopo due stagioni in cui non è stato un protagonista; l’auspicio è che Ancelotti sappia farlo sentire parte del progetto accanto o in sostituzione di Milik, dotato com’è di grande tecnica sfruttando la forza e l’altezza che ne hanno fatto un ottimo colpitore di testa. Di sé, disse: “«La mia qualità da piccolo erano i piedi. Poi sono cresciuto tanto e ho dovuto adattarmi alle trasformazioni del mio fisico. Inevitabilmente non sei più tanto veloce. Ma per fortuna sono riuscito a mantenere la destrezza che la natura mi ha dato».
La sua lunghissima carriera in Europa, potrà risultare preziosa in termini di esperienza anche in Champions League e, magari, a cominciare dal Liverpool il 17 settembre.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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