Contropiede Azzurro

La gran festa per l’Inter campione

In Lombardia resta qualcosa dei barbari; in Campania resta qualcosa della Magna Graecia e ad appena un anno di distanza si son confrontati i rispettivi DNA: diversi e nessuno osi dire se sia migliore il DNA dei barbari o quello della Magna Graecia. I fatti dicono che la festa-scudetto del Napoli fu rappresentata da un’enorme macchia azzurra che confondeva maglie, mare, bandiere e cielo che piacque in Australia, Cina, Argentina:  Napoli nel mondo a zittire i soliti censori del nulla che non riescono a spegnere il sorriso che ciascuno trasmette all’altro.

Nella festa di ier l’altro, per l’Inter vincitrice dello scudetto, nella piazza del Duomo, si voleva godere sulle ceneri degli altri e un Romelu Lukaku a testa in giù penzolava, là dove tutti avrebbero dovuto essere felici per se stessi. Anche i cori erano destinati ai cugini dopo che nelle ultime settimane, erano stati destinati al Napoli col solito “odio Napoli” o “Non siamo napoletani”, mai pensando che ogni partenopeo sorride e dice, menomale.

Tgcom24 riferisce che Marcus Thuram, anima con Lautaro Martinez della festa-Inter,  abbia  raccolto uno striscione passatogli dai tifosi con un disegno raffigurante  un grande topo su un drappo dallo sfondo rossonero, per prendere in giro i rivali cittadini del Milan e sempre nel tragitto da San Siro a piazza Duomo, altro striscione per Thuram, più che esplicito: “I derby mettiteli…”, con riferimento alle vittorie del Milan del passato, di quanto fece Ambrosini nel 2007 dopo la vittoria della Champions: “Lo scudetto mettilo…”. Due anni dopo, Materazzi rispose allo stesso centrocampista milanista: “Ambrosini, nel mio c… c’è ancora posto”.

Una gran festa, certo, con tanti (incivili) fuochi d’artificio e tanto rancore celato da sfottò che si è protratta per quasi tutta la notte per una folla in delirio a inneggiare i propri idoli e “c’è persino chi raccoglie gli avanzi del panino che Barella lancia in favor di popolo”. Nessun commento.