Fiorentina in vendita e allora caccia alla Viola

 

Ormai l’Italia è terra di conquista per sceicchi, cinesi, americani e ricchi signori, magari russi, che vedono nel calcio solo business. Moratti , images-53Berlusconi e Sensi hanno gettato la spugna da tempo ed ora anche i Della Valle lasciano magari con il pretesto delle contestazioni, ma soprattutto per prendere le distanze da un mondo, quello del calcio, profondamente cambiato a favore di strutture manageriali che nulla hanno a che fare con l’unica industria del sentimento. Il vento cambia e sembra inevitabile dover accettare lo sceicco in tribuna. Anche Marco Tardelli ha sentito di fare un appello sulle colonne de La Stampa per chiedere ai fratelli Della Valle di ripensarci:” Voi che avete dimostrato tanta bravura e saggezza in campi difficili, pensateci bene prima di mollare. Mi dispiacerebbe che il Viola diventasse giallino o addirittura a stelle e a strisce”. E come non comprendere questo timore di un ex grande campione ma innanzitutto amante del calcio e non dell’industria che ne deriva.
E’ una contaminazione europea da parte di migranti, questi sì pericolosi, che hanno squilibrato i nostri valori, quelli legati al tifo sano di presidenti e tifosi. La stessa Juventus resta legata alla figura di Agnelli, vero tifoso, anche se è lontana anni luce da quell’avucat tifoso nell’anima. E chi ha avuto la fortuna o sfortuna di assistere ad una partita con Corrado Ferlaino, ricorderà una persona in trance che si alzava e si sedeva in moto perpetuo, come… un Erick Thohir. Il calcio ha ammaliato in età matura anche un imprenditore del cinema come Aurelio De Laurentiis che è cresciuto insieme con il Napoli preso per mano da Pier Paolo Marino e proiettato fino al Bernabeu. Critiche a gogò non sono mancate e non mancano, errori ne ha commessi quando lascia la ragione e sbotta di pancia. Come nel dopo partita a Madrid: ci aveva creduto in uno scenario da Oscar e parlò da tifoso arrabbiato. Oggi cerca di migliorare il fatturato, di onorare il premio del Fair play finanziario, di alzare il budget portando a 100 milioni il monte ingaggi, di acquistare giovani promettenti, di non vendere i gioielli di famiglia. A Napoli, la maglia azzurra resta un simbolo da preservare tutt’insieme.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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