Focus sulle avversarie di Champions, episodio 6: il Borussia Dortmund di Lucien Favre

 

L’ingaggio di Lucien Favre al Borussia Dortmund è il coronamento di una carriera da allenatore fatta da tanta, tanta gavetta. Un passato come discreto centrocampista, Favre veste per 24 volte la maglia della nazionale elvetica tra il 1981 e il 1989. Nel 1993 intraprende la carriera da allenatore, che lo porterà a girare il suo paese natio fino al 2007, quando la vittoria di campionato e coppa nazionale con lo Zurigo gli vale la chiamata dell’Hertha Berlino. In seguito, due esperienze positive al Borussia Mönchengladbach ed al Nizza (storico terzo posto e qualificazione ai preliminari di Champions) ne fanno il “nome nuovo” tra gli allenatori europei in ascesa. Il Borussia Dortmund crede nel suo potenziale e nell’estate 2018 Favre diviene allenatore dei gialloneri. Lo attende una sfida non semplice: contrastare l’egemonia nazionale del Bayern Monaco e puntare in alto in Champions League, con una squadra ricca di talento ma dalla media età molto bassa (24,8 anni).

Il cammino in Europa. Inserita nel girone con Atletico Madrid, Club Brugge e Monaco, il Borussia stacca il pass per gli ottavi al primo posto, grazie a 4 vittorie, un pareggio ed una sconfitta (a Madrid). Il 4-0 inflitto all’Atletico nel girone, sembra di buon auspicio per una squadra dal brillante gioco offensivo, che nel girone ha subito soltanto due goal. Agli ottavi il sorteggio sembra propizio: i gialloneri pescano il Tottenham di Pochettino. A sorpresa, il Borussia ne esce con le ossa rotte: sconfitta per 3-0 a Londra e per 0-1 al ritorno. E’ la fine del cammino europeo, il sogno si ferma agli ottavi.

La chiave tattica. Favre ha portato il “suo” 4-2-3-1 in Renania. Nella difesa a 4 trovano spazio difensori dal grande fisico e velocità, come Akanji e Diallo o Zagadou; mentre i terzini, Piszczek e Hakimi combinano esperienza e capacità offensive. Witsel, arrivato la scorsa estate, è il metronomo di centrocampo, ed è affiancato da Delaney o Dahoud. Pulisic (ceduto al Chelsea), Sancho, Larsen e Wolf costituiscono una validissima batteria di esterni offensivi, senza contare il capitano nonché leader tecnico Reus. Due giocatori “rinati” grazie alla cura Favre, Gotze e Paco Alcacer (arrivato dal Barcellona), si alternano come terminali offensivi. I gialloneri costruiscono l’azione dal basso: Witsel viene incontro al pallone ma, se marcato, grande autonomia è lasciata ai difensori centrali, i quali possono tentare la verticalizzazione o cercare spazio sulle fasce. Nel prosieguo dell’azione, Reus funge da regista offensivo e viene incontro al pallone, cercando di aprire il gioco sulle fasce (i terzini accompagnano sempre l’azione). Arrivati nei pressi dell’area avversaria, gli uomini di Favre hanno molte alternative a disposizione: affidarsi alla qualità degli esterni, dialogare con il trequartista, o cercare il cross per Paco Alcacer. In fase di non possesso, la squadra si schiera con un 4-4-2 in linea.

I top players. La filosofia del club porta il Borussia Dortmund ad investire molto sui giovani prospetti. Sancho e Zagadou sono i giovani più interessanti: il primo è già nel giro della nazionale inglese, il secondo ricorda un giovane Koulibaly, difficile da superare in dribbling ma con un senso della posizione da migliorare. Il leader della squadra è senz’altro Marco Reus. Nativo di Dortmund, Reus rappresenta un grande rimpianto per il calcio tedesco, essendo un giocatore dalle grandissime doti tecniche ( “Calciatore dell’anno” in Germania nel 2012, incluso nella “Squadra dell’Anno” della UEFA nel 2013) ma soggetto a ripetuti infortuni che ne hanno condizionato la carriera. Anche lo spagnolo Alcacer sembra essere tornato ai livelli del Valencia: ben 18 gol in 24 presenze hanno convinto il club a riscattare il suo cartellino dal Barcellona.

La prossima stagione. Un grande ritorno a casa ha inaugurato il mercato dei gialloneri: dopo tre anni a Monaco, Mats Hummels ritorna nel club che lo ha lanciato nel grande calcio. Sempre in difesa, è arrivato il giovane terzino Moreu dal Barcellona a parametro zero. A centrocampo, è arrivato Nico Schulz dall’Hoffeneim. In attacco, nonostante la partenza di Pulisic, la coperta non sarà corta di certo: hanno già firmato Thorgan Hazard (classe 1993, fratello di Eden, arriva dal M’gladbach) e Julian Brandt (classe ‘96, Bayer Leverkusen). La linea verde del club prosegue, ed il mercato di quest’anno consegnerà a Favre una rosa ancora più competitiva. Basterà per vincere la Bundes, che quest’anno è scivolata dalle mani dei gialloneri dopo 24 giornate di primato? E quanto peserà l’ineperienza in Champions dei nuovi arrivati? Favre avrà un ruolo fondamentale in una stagione che si preannuncia complessa per il Borussia Dortmund.

Claudio Urciuolo

Claudio Urciuolo
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