Fra debutti e conferme è l’Italia multigenerazionale di Roberto Mancini

La nazionale italiana vince e convince contro il modesto Lichtenstein che occupa la posizione 181 del ranking Fifa.
Roberto Mancini cambia lo schieramento degli azzurri rispetto alla vittoriosa partita contro la Finlandia: a Parma si presenta con un tridente formato dal giovane Kean, Politano ed il veterano Quagliarella.
Difesa ancora inviolata per la quinta partita consecutiva, ed al di là della modestia dell’avversario è un dato importante.
L’Italia che sta costruendo Roberto Mancini sembra essere il giusto mix tra esperienza e gioventù: apprezzabili le prestazioni di Romagnoli che sostituisce il capitano Chiellini a cui viene concesso un turno di riposo, di Mancini schierato come terzino destro, del trio di centrocampo formato da Jorginho, Sensi e Verratti che con le loro geometrie costruiscono gioco ed inventano assist per i propri compagni di squadra, e del tridente offensivo.
A 36 anni e 54 giorni il napoletano Quagliarella, che sigla una doppietta su calcio di rigore, diventa il calciatore più anziano ad andare in rete con la maglia della nazionale e viene applaudito da tutto lo stadio quando nella ripresa viene sostituito dal bomber del Cagliari Pavoletti che trova l’ultimo gol che fissa il punteggio sul 6 a 0. Era stato Sensi, centrocampista del Sassuolo, ad aprire le danze nella prima frazione di gioco; di Verratti e Kean le altre due marcature azzurre. L’attaccante juventino, impiegato pochissimo dal tecnico Massimiliano Allegri in campionato, dopo la doppietta rifilata all’Udinese ed il primo gol trovato con gli azzurri pochi giorni fa contro la Finlandia, vive un momento letteralmente magico.
Zaniolo, Izzo, Pavoletti e tanti altri i volti nuovi di questa nazionale targata Mancini.
Bisogna volare basso e non fare voli pindarici visto che i due avversari affrontati in questo inizio di girone per le qualificazioni ai prossimi Europei non erano del tutto insormontabili, ma è un’Italia che piace.

Marco Boscia
Marco Boscia
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