Fumi di Londra con uno sguardo al passato

Fumo tossico ha avvolto gli undici agnellini azzurri e il tecnico ha subito capito che c’era da soffrire. Non bastasse lo sturm und drang, versione inglese, pure il gambone di Koulibaly ha reso imparabile il secondo micidiale colpo. Ci sono squadre che giocano male, come con l’Ajax e se la cavano; c’è il Napoli che paga ogni errore. Indifendibili: questo si sente, questo si legge. Rui-Ruiz hanno fatto la differenza in difesa e Insigne-Zielinski hanno fatto la differenza in attacco. Dopo la Roma, il diluvio e giù critiche feroci con quel sarcasmo e quel disfattismo logoro che “quelli stanchi di non vincere” seminano avvelenando l’ambiente.
Chiedere oggi aiuto al pubblico per l’impresona che giovedì può riuscire o meno è significativo di un apporto senz’anima da parte di un certo pubblico. “Se non si arriva a Baku, bisogna pensare ad una stagione fallimentare”: questa l’atmosfera tra i tifosi di nuova generazione che dimenticano presto.
In pochi sono avvezzi a seguire tutte le partite del campionato, e in pochi sono attenti a leggere la classifica: il Napoli è secondo in classifica e l’Inter, il Milan, la Roma, la Lazio, fuori dai giochi europei, sognano un posto al sole per aggrapparsi all’Europa. Il Napoli viceversa, dovrà gestire il vantaggio giocando sei partite. Escludendo il Chievo di domenica, dove un Napoli Primavera non guasterebbe lasciando riposare i guerrieri azzurri, per tentare il tutto per tutto,  si dovrebbe arrivare all’ultima di campionato in zona Champions e programmare un altro anno in vetta: non basta?

Intanto tutti i tifosi ricordano i quarti di finale della Coppa Uefa vinta dal Napoli con lo Stoccarda nella stagione ’88-’89: al Comunale di Torino si affrontano Juventus e Napoli (in maglia rossa ); dopo 15 minuti Bruno con un tiro da lontano porta in vantaggio i bianconeri che al 44° trovano il 2-0 con l’autorete di Corradini. Per la gara di ritorno il 15 marzo, il San Paolo è gremito e occorre attendere il fischio d’inizio per i fumogeni che avvolgono lo stadio. Al via, il Napoli in maglia azzurra, tenta di intimorire la Juve di Dino Zoff e riesce a penetrare nel bunker senza trovare la porta: ma al 10° Bruno commette fallo su Careca in area, da cui il rigore: batte LUI ed è l’1-0. Sul finire del primo tempo, sulla trequarti, Alemao ruba palla a Mauro, (“quel” Mauro al vetriolo), avanza e serve Carnevale che tira di potenza portando il Napoli sul 2-0. Il secondo tempo è un assalto vano: si va ai supplementari: nulla accade nel primo quarto e si viaggia al 14° minuto del secondo tempo supplementare: in una mischia in area, arriva palla e Renica insacca facendo esplodere il San Paolo che s’incendia.
Un racconto del passato, per ricordare lo stesso minuto del primo gol incassato, allora come ieri; lo stesso autogol allora come ieri. Nulla di più se non per guardare avanti.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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