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E adesso? Quale futuro?  

 Ora si dovrà capire come si vorrà reagire per ripensare all’Italia che per la terza volta ha trovato un muro che le vieta di giocare i Mondiali di calcio. Le notti magiche restano un racconto di “c’era una volta” più e più volte riletto ma che non si è aggiornato. Ed allora ecco Bosnia-Italia, quale occasione accolta con favore dagli azzurri per spiccare il volo verso l’America. E dopo un quarto d’ora, ecco che l’Italia sfrutta un rilancio colpevole del portiere per infilare la rete dell’1-0. Bella partita, frizzante ma desolatamente sterile con gli azzurri che non inquadrano lo specchio della porta. Poi ancora Bastoni protagonista in negativo per far emergere tutta la fragilità della squadra che accende e spegne la luce sciupando tutte le occasioni che riesce a costruire.

Ed ora senza i Mondiali si dovranno fare i conti per capire i danni che ne derivano.

Nel dettaglio chiarisce l’aspetto economico Calcio e Finanza che spiega come  l’eliminazione degli Azzurri avrà un peso significativo soprattutto per la Federcalcio e per l’intero sistema del calcio italiano mentre  sul piano macroeconomico gli effetti non sono così evidenti.

Per la Federazione italiana gioco calcio il bilancio 2026 della FIGC prevede un risultato negativo di circa 6,6 milioni di euro. La stima è stata costruita in modo prudenziale ipotizzando proprio la mancata qualificazione ai Mondiali, che si è nei fatti verificata. Nel documento contabile si legge infatti che il risultato di esercizio è stato calcolato senza includere i contributi FIFA previsti per l’accesso alla fase finale della competizione, né i maggiori ricavi legati alle sponsorizzazioni che scatterebbero in caso di qualificazione.

Il budget federale prevede per il 2026 un valore della produzione di circa 191,9 milioni di euro a fronte di costi per 189,1 milioni. Il margine operativo lordo è stimato a 9 milioni e quello operativo netto a 2,76 milioni, con un risultato ante imposte di 5,7 milioni e un carico fiscale di circa 12,4 milioni. Numeri che non cambieranno, dal momento in cui la Nazionale non è riuscita a centrare l’obiettivo Mondiale.

Altri soggetti che subiranno un contraccolpo economico sono quelli che hanno già scommesso sulla partecipazione dell’Italia ai Mondiale. Tra questi DAZN e Rai che prima ancora di sapere se la Nazionale si qualificasse in America hanno investito per assicurarsi i diritti di trasmissione in Italia. È palese che senza la squadra guidata da Gattuso, gli ascolti e gli investimenti pubblicitari saranno inevitabilmente di gran lunga inferiori.

I premi derivanti dalla FIFA e gli sponsor

Tornando alla Federcalcio, la qualificazione avrebbe attivato innanzitutto i premi della FIFA. La sola partecipazione alla fase finale del Mondiale vale 10,5 milioni di dollari, cifra destinata ad aumentare in base al percorso nel torneo fino ad arrivare a circa 50 milioni in caso di vittoria del titolo. Soldi che mancheranno agli Azzurri a causa della sconfitta con l’Irlanda del Nord.

A questo si aggiungono i ricavi commerciali. Diversi contratti di sponsorizzazione prevedono infatti clausole “malus” che riducono automaticamente i compensi nel caso in cui la Nazionale non si qualifichi al Mondiale. Nel budget 2026 la FIGC ha già contabilizzato una riduzione di circa 9,5 milioni di euro proprio per questo motivo.

I precedenti sul fronte economico

I bilanci degli anni passati mostrano con chiarezza quanto la partecipazione alla Coppa del Mondo incida sulle entrate federali.

In sintesi, per l’economia italiana nel suo complesso la qualificazione ai Mondiali ha un impatto limitato. Per la FIGC e per il sistema commerciale che ruota attorno alla Nazionale, invece, la differenza è concreta: tra premi FIFA, sponsor e ricavi collegati all’evento, il ritorno economico immediato può valere decine di milioni di euro. Soldi che mancheranno ancora una volta, la terza consecutiva dal 2014.

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