“ Più si sta zitti tutti quanti e meglio è fino alla fine del campionato.”: così Antonio Conte per spegnere ogni domanda sul futuro, o meglio, il futuro immediato di Conte si chiama Cremonese. Napoli-Cremonese per aprire l’ultimo capitolo di un campionato difficile illuminato dalla Supercoppa e – si spera – dalla qualificazione in Champions League.
Una frenata a Parma ed una sconfitta con la Lazio sembrano colpe gravissime che oscurano 20 vittorie ottenute in un campionato con le stampelle così che analizzare il perché dell’ultima sconfitta è compito di uno psicologo neanche eccelso: perdere una speranza toglie energie e fine della storia.
Piuttosto è giusto rileggere i numeri del Napoli. 48 gol segnati da 19 marcatori diversi; l’esperimento FabFour; 7 gol subiti nei primi 10 minuti; 33 gol subiti in totale. E’ questa la realtà su cui Conte dovrà lavorare per chiudere questo campionato e per guardare a quel futuro da costruire. Al momento Napoli-Cremonese appare la partita più difficile da affrontare perché non sempre l’orgoglio riesce a prevelare sulle energie a disposizione, mentre di fronte arriverà una squadra che lotta per non retrocedere e quindi disposta ad un muro se serve o a ripartenze improvvise se capitano. Giampaolo carica la squadra ricordando: “A Napoli non si parte battuti” e Bonazzoli, convinto dice: “Il vento cambierà, siamo ancora in corsa”.
Tocca dunque ad Antonio Conte preparare una squadra d’assalto, la stessa che allo stadio Zini s’impose per 2-0 con una doppietta di Hojlund.