Torna alta la marea che rischia nuovamente di sommergere Gattuso. La squadra senza identità potrebbe ancora una volta smentire tutti e vincere a Bergamo e poi con il Granada per 3-0: ma resta la convinzione ormai che il Napoli sia una squadra inaffidabile. Poco o nulla importa cercare il colpevole o il concorso di colpe interne e esterne, sarebbe importante capire se il Presidente De Laurentiis intende arrivare, vada come vada, fino a maggio o tentare un colpo a sorpresa per il rush finale.
Sembra stiano venendo a galla i tanti se: se avessimo acquistato un terzino sinistro; se non avessimo venduto Malcuit e Llorente; se si fosse dato spazio a Rrahmani; se si fosse tenuto conto dei minutaggi. Ma a che serve?
Per il secondo anno consecutivo il Napoli ha attraversato (e tutt’ora) un momento molto difficile e l’unica salvezza sarebbe raggiungere il 4° posto in classifica. L’Europa League resta una scommessa per i giocatori d’azzardo e quindi è necessario essere un poco più realisti e pragmatici.
Perché il Napoli possa scendere in campo al completo (s.c.) occorre un altro mese, nella speranza che Mertens e Osimhen raggiungano un grado di condizione ottimale, ma intanto si dovranno affrontare Atalanta , Benevento, Sassuolo, Bologna, Milan, Roma in parziale emergenza. Ma, intanto, Gattuso, non solo per colpa propria, ha teso la corda con giocatori oggi indispensabili come Di Lorenzo e Insigne che sono allo stremo delle forze così che mentre metti dentro uno, scoppia l’altro: com’è stato per Lozano.
Giocare ogni due/tre giorni logora e sarebbe stato quindi doveroso programmare i tempi. Gattuso non lo ha saputo fare e vedere giocatori che possono fare la differenza, fermarsi per prendere fiato e beccarsi i 5 in pagella è molto triste.
C’è poi il capitolo Osimhen che inizia da una domanda: pur certi che sarà un campione, gli addetti ai lavori erano certi che sarebbe stato pronto per questo campionato? 93 giorni fermo e il futuro campione deve giocare per ritrovare ritmo partita, ma intanto il Napoli non ha tempo per aspettare ancora e la bufera social rischia di travolgere il fragile nigeriano. Se per Hirving Lozano la critica social e della stampa è stata spietata fin quando il messicano non è diventato la nuova freccia del Sud, con Victor Osimhen si è andati con i piedi di piombo finora sempre dicendo: ‘quando vedremo il vero Osimhen’. Ha appena 22 anni; un’infanzia difficile; è stato sballottato da mercanti prima che trovasse un agente; ha vissuto l’inferno dell’infortunio alla spalla che ne ha condizionato l’inizio di carriera; il difficile approdo a Napoli; il nuovo incidente alla spalla e il successivo covid; un fratello che cerca di giustificare il ritardo di condizione dell’atleta. Più che sufficienti le ragioni per sospendere il giudizio sul giocatore con l’auspicio che prima o poi si vedrà la scheggia raggiunta dalla freccia. Ma quando?
Tante considerazioni, ma intanto, domani alle 18 il Napoli giocherà contro l’Atalanta.