E invece arriva questo signore dai vigneti, riposato e pronto a mettersi in gioco dopo aver a lungo studiato gli interpreti dello scorso campionato che avrebbero dovuto competere in Champions.
In 32 giornate ha avuto giorni di pura felicità, ha ricostruito una carriera e una dignità calcistica a Lobotka e Rrhamani. Ha iniziato ad educare tatticamente Victor Osimhen, ha reso professore Mario Rui, ha preparato Andrea Petagna ad essere pronto al momento giusto, ha dato personalità ad Elmas, ha detto a Juan Jesus che è un giocatore che vale. Ma ancora non è attrezzato per i miracoli. Gli mancano i rigori che avrebbero cambiato la classifica e gli manca qualche sceneggiata in campo che avrebbe costretto il signor fischietto di turno a rivedere le decisioni.
Su questi ultimi aspetti, niente di nuovo sotto il sole sin dai tempi di Vinicio in poi, ma se dovesse sfumare quel successo che manca da 32 anni, ci sono le basi per “ricomincio… da…tre.” E la speranza è vita.