Girone A al microscopio: all’Uruguay tocca affrontare i padroni di casa, l’Egitto di Salah e l’Arabia Saudita del bomber Al Sahlawi

Russia, Uruguay, Egitto ed Arabia Saudita sono le componenti del girone A che aprirà di fatto i Mondiali in terra sovietica.

Sarà la Russia a fare gli onori di casa contro l’Arabia Saudita il 14 giugno alle ore 17, mentre l’Uruguay il 15 giugno alle 14 affronterà l’Egitto. Il 19 giugno i padroni di casa affronteranno l’Egitto alle ore 20, mentre l’Uruguay se la vedrà il 20 giugno alle 17 contro l’Arabia Saudita. Il 25 giugno, invece, in contemporanea alle 16 ci saranno le due sfide Russia-Uruguay e Egitto-Arabia Saudita.

La Russia, come da regola per il Paese ospitante, non ha dovuto affrontare il girone di qualificazione per partecipare alla fase finale del Mondiale. Nella precedente edizione con la conduzione dell’italiano Fabio Capello non riuscì ad andare oltre il girone disputato in Brasile. Dopo gli Europei 2016 è stato ingaggiato come ct Cherchesov, che ha rigorosamente in questi anni fatto ricorso al 3-5-2 come modulo di riferimento. In Confederation’s Cup lo scorso anno il girone eliminatorio non è stato superato, scatenando la disapprovazione del pubblico di casa. E’ dall’amichevole disputata contro la Corea del Sud ad ottobre scorso che la Russia non riesce a centrare la vittoria, a causa probabilmente dei tanti esperimenti fatti. I punti di riferimento di questa Nazionale sono diversi. Innanzitutto il portiere Akinfeev, capitano 32enne che ha totalizzato più di cento presenze in nazionale, e il difensore 38enne Ignashevic, punto di riferimento nel reparto arretrato sovietico. A centrocampo Zhirkov sulla sinistra garantisce velocità e tecnica per la manovra offensiva, qualcosa in meno in quella difensiva, mentre Dzagoev è pronto a fare da fantasista con il suo talento mai completamente sbocciato. I vari Cheryshev e i due 22enni Golovin e Miranchuk costituiscono un centrocampo comunque valido per tentare di superare dinanzi al proprio pubblico il girone. In attacco Smolov del Krasnodar è il punto di riferimento, anche perché è l’unico che in questi anni sia riuscito a segnare con continuità.

L’inconveniente di dover affrontare i padroni di casa è capitato tra le squadre favorite per la conquista del Mondiale all’Uruguay, desideroso di migliorare il percorso della precedente edizione, conclusosi agli ottavi. Furono proprio gli uomini di Tabarez, ancora oggi ct, ad eliminare l’Italia nell’ultima partita del girone, vinta grazie al gol di Godin. Insieme a lui Maxi Pereira, che pure sarà presente in Russia, vanta il maggior numero di presenze con la sua Nazionale. Tanti gli italiani selezionati da Tabarez per questa edizione, tralasciando Stuani, Muslera e Cavani che hanno vestito le maglie di Reggina, Lazio e Napoli: Caceres, Laxalt, Torreira, Vecino e Bentancur. Nel 4-4-2 imposto da Tabarez Suarez e Cavani saranno i due riferimenti offensivi, tra l’altro entrambi entrati nella classifica dei marcatori più prolifici di sempre con la maglia della Nazionale. L’Uruguay vanta nel suo palmarés già due Mondiali, di cui uno vinto in casa nel 1930 ed un altro in Brasile nel 1950, passato alla storia come il Maracanazo. 

L’Egitto farà di tutto per inserirsi tra le due favorite del girone. Gli uomini di Cuper per arrivare in Russia hanno superato il turno preliminare contro il Ciad e vinto il girone di qualificazione, che prevedeva anche una formazione storica come il Ghana, grazie alle cinque reti di Salah, che ha raggiunto la metà delle reti messe a segno da Hassan, miglior marcatore della storia egiziana, con la metà delle presenze da lui messe insieme nella sua carriera. L’Egitto mancava ai Mondiali da Italia ’90 e il girone avuto in sorteggio è superabile. Tutto dipenderà dalle condizioni di Salah che sicuramente avrà modo di dire la sua nell’arco delle tre partite. Da segnalare la presenza a centrocampo di Elneny, tesserato dell’Arsenal, che potrà mettere a disposizione della sua squadra tutta la sua esperienza in campo internazionale. Cuper predilige far scendere i suoi in campo con il 4-2-3-1 per esaltare le doti di Salah, un vero pericolo se non contenuto nel modo più adeguato.

L’Arabia Saudita vista in amichevole contro l’Italia non ha fatto una grandissima impressione. Eppure i sauditi, guidati dal ct spagnolo Pizzi, hanno raggiunto la qualificazione dominando il primo girone e finendo al secondo posto nel secondo raggruppamento con squadre di livello come Giappone e Australia, che ha dovuto ricorrere allo spareggio per ottenere il pass per il Mondiale. Nelle due fasi Al Sahlawi ha totalizzato sedici gol, guidando una squadra che abitualmente viene schierata con un 4-2-3-1. Il difensore Hawsawi è il capitano di un gruppo che farà tanta fatica ad approdare agli ottavi, considerando gli avversari.

Lorenzo Gaudiano

 

Lorenzo Gaudiano
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