Gli azzurri di Sarri belli e dannati restano in testa al campionato

Insigne rigorista a GenovaPer definire il Napoli di Genova va scomodato Scott Fitzgerald: bello, strepitoso nel gioco dalla cintola in su ed allo stesso tempo dannato perché impreciso al punto di non ammazzare la partita e con qualche sbavatura di troppo in difesa. Comunque la squadra conquista a Marassi la quinta vittoria consecutiva mantenendo inalterata la distanza dalla Juventus che sembra non arrestarsi più.

C’è da lavorare, da migliorare, da imparare a gestire meglio una gara dominata sino al gol della Samp, arrivato di fatto nel minuto di recupero. La squadra pensata da Montella ha cercato di mischiare le carte, fornendo pochi punti di riferimento alla difesa azzurra che ha mostrato qualche momento di rilassamento, anche perché in quelle occasioni la copertura da parte del centrocampo non è apparsa la solita.

Nonostante questa sintetica analisi non vanno assegnate insufficienze in pagella agli uomini di Sarri, semmai l’analisi della gara serve per evidenziare che va immediatamente invertita la rotta del rendimento difensivo che deve ritrovare quella quadratura che ha concesso al Napoli la lunga rincorsa verso le posizioni di vertice.

Gli azzurri hanno bisogno di una difesa equilibrata, coperta bene anche dal centrocampo, al quale si richiede di riprendere a costruire azioni pungenti utilizzando la velocità, facendo correre soprattutto la palla con tocchi di prima, evitando nel contempo giocate da solista con dispendiose e pericolose discese palla al piede.

Insomma il Napoli va elogiato, sostenuto, compreso nello sforzo che molti uomini compiono mettendosi a disposizione della squadra come vuole Maurizio Sarri, senza peraltro commettere l’errore di sottovalutare i particolari sui quali lavorare che possono rendere il cammino degli azzurri davvero importante.

UC Sampdoria v SSC Napoli - Serie ALa gestione della partita a Genova sul 2 a 0 non è stata quella più giusta, la rete subita sul finale del primo tempo e quella del momentaneo 2 a 3, con un uomo in più, hanno evidenziato momenti di calo di tensione che non sono consoni per una squadra che deve competere per il massimo degli obiettivi e non bisogna pensare che riproporsi subito in zona gol sarà sempre facile. Nello specifico, la prima rete è frutto di un papocchio e di un doppio rimpallo sfavorevole a centrocampo, che ha permesso una superiorità al limite dell’area azzurra con Correa che ha battuto praticamente da solo e il secondo gol incassato da calcio d’angolo con Eder, alto 1,78 cm, capace di anticipare Hysaj che è più alto di quattro centimetri e di sorprendere un Reina che ci pare giusto definire, una volta tanto, leggermente sorpreso ed incerto.

Il vantaggio con le terze in classifica si è allargato ma i bianconeri sono sempre là, con una difesa dal rendimento in crescendo che sta diventando il punto di forza di una squadra che non ha punti deboli.

Sarri ha confermato dagli spogliatoi del Ferraris che si tornerà a lavorare sulla difesa per migliorarne il rendimento e questo vuole dire cha ha ben presente il problema.

Nel frattempo l’Inter tornerà sul mercato perché un frastornato e poco cauto Mancini, che a cinquant’anni si sente ancora pronto a scendere in campo, ha di fatto bocciato alcuni suoi uomini, chi per lentezza di esecuzione sotto rete, chi perché poco incline ai miglioramenti e all’applicazione di un pizzico di furbizia. Come è lontano il martedì di coppa!

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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