Godiamoci i piazzamenti Uefa e le gare con avversari di valore

Da un attento lettore di Contropiede Azzurro, avvocato Lucio Pretelli, riceviamo e pubblichiamo

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Siamo alle solite. Qualche partita deludente e l’eliminazione dall’Europa-league ed è cominciato il solito gioco al massacro. Ogni opinionista dice la sua, ognuno ha la sua ricetta vincente ma su un punto tutti concordano: bisogna comprare pezzi pregiati -uno per reparto-quale che sia il loro costo.

A questi soloni non interessa sapere se la società calcio Napoli ha le necessarie risorse economiche: giocano al fantacalcio e tanto basta. A mio parere, invece, non c’è niente di più falso del concetto che per vincere bisogna svenarsi: innanzitutto non è detto che i top-player assicurano la vittoria (Ronaldo docet) ma è certo, invece, che portano i bilanci al collasso e le società al fallimento se non intervengono colossi finanziari pronti a ripianare i debiti.

A tal proposito diamo uno sguardo ai bilanci del P.S.Germain (paperon dei paperoni) e dell’Aiax (paperino). La prima, PSG,  ha bilanci faraonici ma mai ha vinto (i risultati in campionato non fanno testo data la mediocrità degli avversari). La seconda, Ajax,  ha un fatturato di appena 91 milioni di euro eppure in tre anni ha raggiunto una finale di Europa-League e si accinge a disputare una più che probabile finale di Champions. Pertanto, alla base dei risultati sportivi, ci sono solo in minima parte le risorse economiche. Conta principalmente l’oculata gestione delle risorse e la capacità manageriale dei dirigenti dell’area tecnica.

L’Aiax, come il Napoli, non ha beni patrimonializzabili, è una società “liquida” e si mantiene con i proventi Uefa e con le plusvalenze derivanti dalla vendita dei giocatori. Parlare, invece di incrementare le entrate con le sponsorizzazioni e con l’ingresso di nuovi soci è pura utopia. Il Napoli non ha un marchio consolidato ed è poco conosciuto all’estero anche perchè il campionato italiano non è appetibile al di fuori dei confini nazionali. Il Napoli, pertanto, non potrà mai attrarre sponsor internazionali o lo sceicco di turno. Godiamoci i piazzamenti Uefa e le gare con avversari di valore e sfatiamo l’ultima leggenda metropolitana (presidè cacc’e sold); infatti per mantenere intatta l’ossatura della squadra, il presidente ha dovuto aumentare il monte ingaggi e intaccare i fondi di riserva che si sono progressivamente ridotti e questa politica societaria ha prodotto, comunque, risultati sportivi notevoli con uno scudetto perso alle ultime giornate di campionato per interventi esterni (a buon intenditor…).  Il resto è pura accademia.

Lucio Pretelli

*In alto nella foto: De Laurentiis premiato a Roma per i risultati eccellenti dell’Azienda Napoli

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