Gabriele Gravina non usa mezzi termini: “L’aggressione verbale tra Allegri e Oriali? Stiamo parlando di una figuraccia”. Sul sito di SportMediaset la reazione del presidente federale che poi si è espresso sulla potenziale squalifica che rischierebbe il tecnico del Milan: “Le sanzioni si applicano in caso di violazione del regolamento sportivo. Qui credo si tratti di un fatto culturale. Bisogna riacquistare il senso dell’educazione. Purtroppo offendere sta diventando quasi normale, i movimenti delle panchine sono inguardabili e si è convinti che più si urla in panchina più si possano condizionare le decisioni di campo. C’è solo uno sconfitto all’interno di tutto questo, ed è il calcio”.
E tuttavia sembra molto tardivo l’intervento del presidente federale che interviene quando il palcoscenico è mondiale. Il recente episodio di Folorunsho che insulta pesantemente Hermoso è stato sanzionato con una sola giornata di squalifica; ancor più Max Allegri, sempre lui, che nei minuti finali di Milan-Lazio interviene faccia a faccia con l’arbitro Collu impedendogli anche di andare velocemente al VAR. Anche in questa occasione una sola giornata di squalifica.
Sarebbe ora di intervenire pesantemente ricordando che tali indegni spettacoli sono sotto gli occhi dei giovanissimi e delle scuole calcio dalle quali dovrebbero venir fuori i talenti del futuro. Invece isteria e violenza in una gestualità ed un linguaggio da censurare e condannare. Troppo spesso gli arbitri non sentono, così anche dalle tribune si può esternare la propria inciviltà con linguaggio scurrile e con auguri di tragedie. Tanta animosità getta le basi di atteggiamenti folli e malati come quelli di fiorentini arrabbiati che scrivono lettere minatorie alle mogli dei giocatori. Perché non intervenire? Perché consentire che il tecnico del Milan in conferenza dica: “Cose di campo”. Ma che uomo è?