Higuain all’asta tra Chelsea e Milan

Sarebbe diventato un intoccabile Higuain, mister 36, il divino Gonzalo che fece suonare a festa una Parrocchia, quella dei Fiorentini al Vomero, per celebrare le sue reti sullo schermo gigante. Gonzalo, Gonzalo acclamato sotto le curve tra le note di ‘un giorno all’improvviso’. Poi, poi volle la squadra vincente, volle la Juventus secondo i consigli di un fratello – manager- consigliere –difensore che lo spinse via. In Francia non è amato, in Argentina non è amato, a Madrid ha lasciato scorie, a Torino non lascerà certo il cuore. Solo a Napoli ha vissuto un momento magico, coccolato da Maurizio Sarri, in genere poco espansivo; coccolato dal pubblico compatto dove nessuno ha mai sollevato una virgola di critica. Nemmeno un post su Facebook era fuori posto. Gonzalo riempiva cuore, occhi, sentimenti, entusiasmo, sogni, come da anni non accadeva e timidamente qualche impudente (troppo giovane) iniziò anche a dimenticare l’unico dio del pallone.
Oggi tutti i quotidiani parlano di Higuain come pezzo di scambio o comunque in vendita: da immaginare una sala d’asta, con lui in mostra in attesa che si batta il prezzo più alto per sentirsi dire: aggiudicato. E’ diventato papà in silenzio con il twitt pubblicato dalla società bianconera ad annunciare la nascita di Alma. Oggi vorrebbe le braccia confortevoli di Maurizio Sarri, divenuto per lui confessore e psicologo, ma chissà se è in tempo. Tutti ricorderanno la novella di Giovanni Verga ‘La roba’ dove il protagonista Mazzarò ricchissimo di tanta ‘roba’, si accorge a tarda età che la sua anima è vuota. Non è certo l’auspicio per un uomo – e poco conta se sia un campione -. L’auspicio è quello che possa riempire l’anima : che vada al Milan, al Psg o al Chelsea, purchè si senta campione come uomo.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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