I COLORI DEL CALCIO

Ogni squadra ed ogni relativa tifoseria sono da sempre identificate dai colori della propria maglia. Per ogni appassionato di calcio, infatti, le tinte del proprio cuore sono le più belle del mondo, e le uniche che possono essere indossate quando si parla di Football. Tutte le divise sociali delle società sportive, dunque, hanno una propria storia, più o meno particolare, e furono scelte dai fondatori per precisi motivi. Andiamo a vedere le origini dei colori delle maglie delle principali squadre della Serie A italiana.

Per il nostro Napoli la scelta della divisa azzurra dipese dal fatto che esso, oltre ad essere la tinta del cielo e del mare della splendida città partenopea, era anche il colore ufficiale dello stemma della casata reale dei Borbone.

 La Juventus, invece, in origine sfoggiava delle divise rosa. Nel 1903 poi la decisione di cambiare; i soci della “Signora” inviarono ad una fabbrica di Nottingham, in Inghilterra, un ordine di acquisto per delle maglie rosse con bordi bianchi, come quelle del locale Nottingham Forest. Per errore, però, dalla Gran Bretagna tornarono a Torino delle magliette sul modello della divise dell’altra squadra della città inglese, il Notts County, che appunto, giocava in bianco-nero.

La scelta dei colori sociali del Milan fu quella di richiamare, per spaventare gli avversari, il rosso ed il nero delle fiamme dell’Inferno. Da allora, così, il simbolo della squadra di Milano è stato il Diavolo. E’ curioso tuttavia che ben 6 finali disputate dai rossoneri siano state vinte utilizzando la maglia bianca di riserva, mentre solo una coppa è stata sollevata indossando la divisa ufficiale.

L’altra squadra del capoluogo lombardo, l’Inter, fu fondata nel 1908, ed affianco al nero prese sin da subito l’azzurro. La leggenda vuole che a prendere la decisione sia stato il pittore, e coofondatore del club, Giorgio Muggiani, guardando la sua matita rossa e blù, in evidente contrapposizione al rosso acceso dei cugini. E’ da dire che per un breve periodo in epoca fascista, quando la denominazione della società fu mutata temporaneamente in Ambrosiana, il nero-azzurro fece spazio al bianco-rosso crociato (colori della città di Milano).

Semplice la scelta per i fondatori della Roma; il rosso ed il giallo rappresentativi della Città Eterna.

La Lazio, invece, vide la luce nel 1900, periodo di piena rinascita dei valori olimpici (le prime Olimpiadi dell’età contemporanea sono datate 1896), cosicchè il principale socio fondatore, Luigi Bigiarelli, prese in prestito il bianco ed il celeste dalla bandiera della Grecia, patria appunto dei Giochi Olimpici.

La Fiorentina è conosciuta universalmente come la “Viola”, ma le divise originarie dei toscani erano bianco-rosse, in onore dei colri della città. La prima apparizione con il colore delle maglie attuali è datata 1929; Secondo alcuni il cambiamento fu causato da un errore nel lavaggio delle maglie ufficiali, secondo altri da una precisa scelta, per avere una maglia unica in Italia.

Altra divisa particolare è quella blucerchiata della Sampdoria. Le origini vanno ricercate nelle maglie da gioco dei due club che diedero i natali alla Samp; il biancoblù dell’Andrea Doria, ed il bianco cerchiato di rossonero della Sampierdarenese.

Andando oltre i confini italiani particolare è la storia della divisa del Boca Juniors, in Argentina. La squadra di Buenos Aires fu fondata nel 1905 da giovani di origine italiana nel quartiere della Boca. I soci fondatori, indecisi sulle tinte da dare alle divise del club, infine stabilirono che i nuovi colori sociali sarebbero stati quelli della bandiera della prima nave che sarebbe entrata nel porto. Di lì a poco sul molo attraccò una nave svedese, ed il Boca ebbe così i suoi caratteristici colori giallo-blù.

Bruno Marchionibus

 

Bruno Marchionibus
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