I nuovi romantici azzurri, impeto ed assalto

NAPOLI   –   STELLA ROSSA  3 – 1

Questa squadra mi dà molte emozioni; erano due anni che non le provavo più”. Così Carlo Ancelotti, napoletano dentro, ha commentato la gara che si doveva vincere non tralasciando di rispondere alle tante critiche ricevute fin qui e ai tanti dubbi espressi all’indomani del sorteggio: “Ora dobbiamo preoccuparci del Liverpool ma pure il Liverpool deve preoccuparsi e pure il PSG deve preoccuparsi. Chi l’avrebbe detto? “ E Napoli – Stella Rossa è stata un’altra gara da incorniciare almeno per 65 minuti, perché “è stata una partita presa di petto” che gli 11 leoni azzurri hanno interpretato da grandissimi attori. Ora il Napoli è primo nel girone ma deve compiere ancora un ultimo sforzo per l’approdo agli ottavi. I calcoli sono per i matematici, né portano fortuna: occorre pensare di poter battere il bolide di Klopp senza fronzoli perché è nelle corde di questa squadra. La partita si è giocata su due tavoli di chemin de fer e il boato del San Paolo verso il termine della gara, ha illuso i giocatori che il Liverpool avesse pareggiato. “Non è stato facile restare concentrati – ha ammesso Allan ai microfoni Sky – “ e infatti, per qualche secondo si è giocato sulla luna. Una bella, importante vittoria appena “ombrata” dal gol dei serbi che, in caso di sconfitta degli azzurri contro il Liverpool, costringerebbe il Napoli a perdere di scarto segnando. Cinque partite, ognuna con qualche rimpianto: ma siamo in vetta.

Poche le sorprese all’annuncio delle formazioni: Maksimovic al posto di Hysaj, poi quei titolari senza issimi, ma che danno garanzie di approccio, tenuta e gestione. Pochissimi minuti per capire che il Napoli era padrona del campo e già al 6° Callejon serve Mertens che di tacco, da posizione ravvicinata può far male, ma il portiere c’è. Questione di poco e all’11° da corner battuto da Mertens, Hamsik, sulla spizzata di Maksimovic devia in rete. Napoli – Stella Rossa 1 – 0 con il primo gol del magico capitano che esulta come non mai. Tre minuti dopo però (sull’altro tavolo da gioco) il PSG passa in vantaggio ma il Napoli accelera e al 18° insiste in un’azione prolungata con Mertens prima, Callejon e Allan. La Stella tenta di proporsi in attacco ma Ospina blocca la conclusione di Srnic che si scontra con Albiol. Al 28° una progressione in attacco di Koulibaly che riceve da Callejon e colpisce di testa con Borjan che mette in angolo. Al 33° il raddoppio meritatissimo del Napoli: Fabian crossa dalla sinistra per Mertens che, in corsa, colpisce di esterno mandando in rete con un tocco di classe pura. Ma risponde anche il PSG portandosi prima sul 2-0, ma nel minuto di recupero il Liverpool riapre la partita segnando il 2-1.

Nel secondo tempo, Ancelotti cambia: Hysaj per Albiol che ha risentito del colpo ricevuto da Srnic, spostando Maksimovic. Non cambia il copione: Napoli che pressa e la Stella incapace di sostenere il confronto quando gli azzurri alzano il ritmo. Al 47° bell’azione di Allan per Insigne che vede Mertens, lo serve ma Degenek lo anticipa e spazza via. Al 51° arriva il tris: grandissima palla servita in verticale da Hamsik (alla Pirlo) per Mertens che entra in area e tira a filo di guantoni infilandosi nell’incrocio dei pali. Potrebbe diventare goleada e, invece, al 55° Marin, migliore in campo serve Ben che riesce a trovare il tocco vincente e battere Ospina. Non gradisce Ancelotti ma il Napoli riprende il suo gioco senza timore ma con minore veemenza. In successione i cambi da una parte e dall’altra: Zielinski al posto di Insigne e negli ultimi minuti Rog per Callejon. La Stella tenta il tutto per tutto e riesce a penetrare con maggiore frequenza per un Napoli calato sensibilmente per intensità e precisione. Ma la perfezione non esiste. Una grandissima partita giocata con la maturità di un gruppo che non schiera prime donne, né giovanotti affetti da narcisismo. Uomini.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 2118 Articoli
Giornalista

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