I punti in trasferta non arrivano ma il Benevento oggi non meritava la sconfitta

Prima o poi bisognava riprendere a giocare, anche se il dolore per la scomparsa precoce di Astori è ancora vivo e lo resterà probabilmente per sempre. Firenze ha perso il suo capitano e nella splendida e toccante cornice del Franchi ha saputo rendergli omaggio, così come i giocatori viola che hanno centrato contro il Benevento un successo importante per la classifica, ma soprattutto per il morale.

192391Non può pensare lo stesso la squadra sannita, che oggi aveva il difficile compito di affrontare con la giusta concentrazione una squadra ferita, priva del suo leader e ancora profondamente addolorata per l’inaspettata fatalità della scorsa settimana. Gli uomini di De Zerbi sono comunque riusciti ad imporsi sul piano del gioco e probabilmente avrebbero meritato qualcosa di più di una sconfitta che al momento costa tredici punti di distanza dal quartultimo posto, in attesa di conoscere il risultato della Spal nel pomeriggio.

In seguito all’omaggio stabilito al tredicesimo minuto di gioco la gara ha avuto veramente inizio. Dopo due occasioni sciupate da Simeone a siglare il vantaggio viola è stato Vito Hugo, sostituto in difesa di Astori e con la maglia numero 31 sulle spalle (il numero inverso era sulle spalle del capitano viola fino alla settimana scorsa): a volte il destino parla con segni abbastanza curiosi e, soprattutto, inspiegabili. Da quel momento il Benevento si è scrollato di dosso tutte le ansie e le preoccupazioni ed ha cominciato a giocare come sa. Le buone occasioni fallite e il palo di Coda avrebbero meritato sorte migliore per quanto gli stregoni sono riusciti a costruire sul terreno di gioco tra primo e secondo tempo.

In trasferta i punti conquistati sono ancora zero. Occorrerà sbloccarsi al più presto per poter inseguire le avversarie e sperare in una salvezza che adesso dista tredici punti. Gli scontri diretti più avanti saranno determinanti per capire il destino in Serie A del Benevento, anche se la tifoseria sannita deve essere orgogliosa della sua squadra e del gioco espresso su tutti i campi d’Italia. I punti arriveranno, l’importante sarà non smettere mai di crederci fin quando la matematica non sancirà una inflessibile condanna.

Lorenzo Gaudiano

Lorenzo Gaudiano
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Giornalista

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