Contropiede Azzurro

I rancorosi: un ex portiere della Roma come Van Basten

Quello che ha la Roma non è un portiere. È da un anno che mi tengo dentro tutto, ora basta: ha colpa su entrambi i gol del Napoli ed i problemi non si risolveranno se non arriverà un portiere vero.”  A Radio Kiss Kiss, l’ex portiere della Roma Giovanni Cervone ha puntato l’indice contro Pau Lopez, a suo dire, unico colpevole della sconfitta della Roma; poi frugando nella memoria ha ricordato un Napoli-Roma del ’90 vinta dal Napoli grazie a un gol di Careca. “Careca mi fece un gol enorme dalla linea di fondo ma l’arbitro condizionó tutto prima con due rigori regalati al Napoli. Assurdo. Ci negarono un rigore nettissimo!” Valter De Maggio, cercando la via del dialogo, ricordava il capolavoro di Careca ancora impresso nella memoria: inutilmente, perché per Cervone il brasiliano della magica era poca cosa.

Anche Marco Van Basten, qualche giorno fa, in una lunga intervista ad AS,  ebbe modo di accusare il Napoli di aver rubato lo scudetto nel ’90.   “Scudetto del 1990? Hanno fatto tutto il possibile per darlo al Napoli. Le nuove regole permettevano di partecipare alla Coppa dei Campioni sia ai vincitori dell’anno prima, sia ai vincitori del campionato. Noi avevamo vinto la Coppa dei Campioni e fecero di tutto per non farci vincere il campionato e mandare due squadre italiane nella massima competizione europea.” E il CdS riporta: “Il riferimento di Van Basten è alla partita Atalanta-Napoli dell’8 aprile 1990, ma evidentemente gli oltre 30 anni trascorsi hanno offuscato i ricordi dell’olandese: la partita era sullo 0-0 a un quarto d’ora dal termine (e non 2-0 per l’Atalanta come dice Van Basten) quando dalle gradinate fu lanciata una monetina che colpì Alemao, soccorso e poi portato in ospedale, facendo scattare il 2-0 a tavolino per i partenopei. “Il Napoli ha vinto quello scudetto negli uffici.”, conclude polemico Van Basten.

Un grande campione in campo, dalla memoria zoppa che ricorda la monetina che colpì Alemao (da cui la vittoria per 2-) e non ricorda il gol di Marronaro annullato perché (seguendo la logica di Van Basten) era da tutelare il Milan e non il Bologna.

E un amarcord è necessario per chi insiste sul furto dello scudetto: il Milan, primo in classifica, con un punto in più giocava a Bologna, squadra che lottava per l’Europa. Il Milan di Van Basten e di Sacchi che avrebbe dovuto stendere il Bologna al primo tiro in porta, al Dall’Ara proprio non riusciva  a segnare, anzi, a pochi minuti dalla fine, l’attaccante dei rossoblù Lorenzo Marronaro  colpisce Filippo Galli che non blocca la sfera portandola oltre la linea di fondo,  ma  Tullio Lanese non vede.

“Mi dispiace molto, – ha dichiarato Ricardo Rogério de Brito, detto Alemão – avevo una immagine di lui come persona seria e intelligente. Parlare in questo modo senza essere presente è sbagliato. Quello che ho subito a Bergamo era tutto vero. Dopo 30 anni dispiace che un campione non accetti la sconfitta”.

Un campione, appunto, è tale dentro e fuori il campo: ieri, oggi e domani e alla resa dei conti Van Basten, stupendo giocatore, duro e a volte scorretto, resta un altro rancoroso piccolo piccolo