I voti stagionali degli azzurri – Prima Parte

I PORTIERI:
Alex Meret 7: per colpa di una lungodegenza, esordisce in maglia azzurra soltanto l’8 dicembre nella vittoriosa gara per quattro reti a zero contro il Frosinone. Da lì in poi la sua stagione è stata un crescendo continuo, fino alle magiche notti di Europa League dove ha parato l’impensabile, soprattutto contro il Red Bull Salisburgo.
Pesa purtroppo nella sua valutazione, che poteva essere anche più alta, l’errore di posizionamento, risultato fatale, sulla punizione di Lacazette al San Paolo, il cui gol ha reso impossibile il tentativo di rimonta da parte dei partenopei dopo il 2 a 0 di Londra.
Ha numeri importanti, qualità eccelse e ancora tanto da poter dare al mondo del calcio, cominciando a provare ad essere protagonista già agli Europei Under 21 con la nazionale italiana, seppur Di Biagio sembri preferirgli Audero. L’età è dalla sua parte, può diventare uno dei migliori portieri in circolazione.
David Ospina 6.5: arrivato a fine mercato la scorsa estate, visto l’infortunio accorso a Meret, ha stupito tutti accettando il progetto e mettendosi subito a disposizione del tecnico.
Mai una parola fuori posto, è arrivato a Napoli sapendo di mettere a disposizione della squadra la propria esperienza internazionale ed in Champions League è stato il portiere titolare degli azzurri per tutto il girone di qualificazione, comportandosi egregiamente e rendendo stabile e sicura la retroguardia partenopea. In campionato si è alternato nella prima parte di stagione con Karnezis e poi da dicembre in poi ha perso minutaggio con il rientro di Meret. Ancelotti lo ha comunque spesso preso in considerazione, ma ha perso un pò di smalto col tempo e non sempre si è rivelato preciso. Ora sogna il rinnovo con il Napoli.
Orestis Karnezis 6: arrivato assieme a Meret in estate, è stato lui il portiere titolare alla prima di campionato contro la Lazio a Roma. Non pensava di poter rientrare nelle rotazioni di Ancelotti, ma il tecnico di Reggiolo ha dimostrato di voler contare su tutti gli uomini a sua disposizione ed è riuscito comunque ad ottenere un buon bottino di presenze nonostante dovesse di fatto fare il terzo portiere. Il gigante greco si è comportato bene quando chiamato in causa e non ha fatto rimpiangere i suoi compagni di reparto. Merita la sufficienza.
I TERZINI:
Elseid Hysaj 5.5: ci mette tanti, troppi mesi ad adattarsi al nuovo sistema di gioco di Carlo Ancelotti. Certo la difesa resta a 4, come col suo predecessore Sarri, ma i movimenti nel 4-4-2 disegnato da Carletto cambiano notevolmente. Soffre il primo cambio di guida tecnica della sua carriera in Italia e per la prima volta viene messo in discussione il suo operato e viene spesso alternato con il nuovo acquisto Malcuit. A conti fatti però nell’Europa che conta viene schierato sempre lui come titolare. Preso, forse un pò troppo ed ingiustamente, di mira dai tifosi che si accaniscono col giocatore vedendo in lui il principale responsabile dei “fallimenti” stagionali.
Kevin Malcuit 6: arrivato fra i dubbi della piazza e nell’anonimato più totale, ci mette qualche mese prima di conquistare la fiducia di Ancelotti.
Il riccioluto terzino biondo ha propensione offensiva certamente più spiccata rispetto al collega Hysaj e spesso e volentieri viene preferito per questo motivo. Non è una freccia ma mostra qualità e capacità di arrivare spesso sul fondo per crossare per i compagni di squadra.
Pesa, e tanto, nella sua valutazione, l’errore da principiante commesso al San Paolo nella sfida contro la Juventus, tanto che una parte del tifo sembra ancora non averglielo perdonato.
Può tutto sommato tornare utile anche nella prossima stagione, Ancelotti ci pensa.
Mario Rui 5: peccato perché il portoghese era stato una piacevole rivelazione del Napoli di Sarri quando lo scorso anno, per forza di cose, era stato chiamato a sostituire per quasi tutta la stagione l’infortunato Ghoulam. Il cambio di passo e la capacità di trasformare l’azione da difensiva ad offensiva, con Carlo Ancelotti in panchina, sono qualità che sembra aver smarrito. Tanti i suoi errori in match fondamentali che pesano come un macigno sulla stagione del Napoli: Parigi e Torino solo un esempio.
Faouzi Ghoulam 5.5: l’algerino si avviava verso la definitiva consacrazione nella scorsa stagione, quando stava impressionando gli addetti ai lavori per la qualità delle sue prestazioni. Costretto ad un lunghissimo stop per colpa dei legamenti e tornato in campo quest anno, sembra aver smarrito la sua verve offensiva e la sua capacità di saltare l’uomo. Lento e meticoloso, Napoli ed il Napoli sembrano credere ancora in lui, con la speranza che possa tornare a macinare chilometri sulla propria fascia d’appartenenza, così come aveva abituato i tifosi. L’augurio è che possa ricominciare a ritrovare fiducia e a mettere definitivamente la parola fine al suo calvario durato mesi, grazie anche al gol al Bologna nell’ultima di campionato.
Marco Boscia
Marco Boscia
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