I voti stagionali degli azzurri – Quarta parte

GLI ATTACCANTI:
Adam Ounas 5.5: troppo deludente e discontinuo. Schierato a sorpresa in un paio di occasioni da titolare da Ancelotti è riuscito anche ad andare in rete, di cui alcune di pregevole fattura. Ma l’algerino, che all’occorrenza è piu volte stato utilizzato anche come esterno di centrocampo, non ha dimostrato continuità di rendimento ed il suo futuro appare lontano da Napoli. Il potenziale c’è ma la sensazione è che abbia bisogno di più spazio per provare ad esprimersi al meglio.
Lorenzo Insigne 6.5: una prima parte di stagione indimenticabile. Spostato centralmente da Carlo Ancelotti nel ruolo di seconda punta va in rete molto più spesso e per parecchie gare consecutive. La rete più importante della sua stagione la segna a tempo scaduto al San Paolo contro il Liverpool. Quel gol vale i 3 punti e la speranza, poi svanita in Inghilterra al ritorno, di riuscire a sorpassare il girone proprio ai danni dei Reds. Con l’uscita dalla Champions, il suo rendimento cala visibilmente di match in match. Si riprende sul finale di stagione e fa pace coi tifosi dopo essersi beccato piú volte con questi.
Dries Mertens 7.5: il folletto belga parte come un diesel, piano piano ma poi, una volta dopo aver carburato, inizia a macinare chilometri, a sfornare assist decisivi per i propri compagni e a segnare gol pesanti. È la luce di questo Napoli, quando lui c’è gli azzurri si accendono, quando manca si spengono. Una seconda parte di stagione importante in cui trova più volte il gol ed in cui si guadagna una possibile riconferma ad oramai 32 anni.
Arkadiusz Milik 7: stagione importante ed intera dopo due anni di calvario dovuto ai continui infortuni che ne avevano limitato la crescita. Finalmente gioca, si diverte e mostra il suo talento, in continua crescita.
Importanti e bei gol, supera la doppia cifra e vuole essere l’attaccante principe di questo Napoli ancora per un bel pò di anni se gli sarà data la possibilità di farlo.
 
L’ALLENATORE:
Carlo Ancelotti 7: leader calmo e silenzioso. Chiamato a dover sostituire Maurizio Sarri dopo 3 stagioni di calcio champagne, Ancelotti è il nome che scalda il tifo partenopeo. Il suo Napoli piace e convince nella prima parte di stagione, nonostante le innovazioni tattiche rispetto al suo predecessore. Prima parte di campionato in cui resta attaccato ai bianconeri e con una Champions disputata in maniera eccellente. Una volta usciti dalla competizione però gli azzurri stentano a ritrovare la migliore condizione ed escono in malo modo, dopo aver battuto il Sassuolo agli ottavi, dalla Coppa Italia contro un Milan non trascendentale. Brutta prestazione ed uscita anche dall’Europa League contro l’Arsenal ai quarti di finale e distacco dalla Juventus notevolmente aumentato e poi ridimensionato solo verso il finale di stagione.
Alla prima stagione in azzurro non era comunque facile fare meglio: gli azzurri si confermano la seconda forza del campionato. Adesso la sua mano dovrà essere importante e dovranno vedersi sin da subito le sue idee, sia sul mercato che in campo. È chiamato ora a dare una svolta ed un segnale importante a questa squadra, è Napoli a chiederglielo.
Marco Boscia
Marco Boscia
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