Il 12esimo uomo in campo è infortunato, i tifosi restano a casa

Il meteo invita i tifosi allo stadio: questa sera, dopo una giornata di sole ed una temperatura più primaverile che invernale, il San Paolo rischia d’apparire freddo e insensibile ai guerrieri azzurri invidiati da tante tifoserie in affanno: fosse l’Inter o il Milan o il Bologna, la Fiorentina e giù giù fino a Verona a trovarsi secondi in classifica con ambizioni europee di vertice e con record da battere – fosse altri – si diceva, lo stadio sarebbe pieno con bagarini in piena (illegale), antica attività.

Una forma di ingratitudine oggi, di tanti, troppi tifosi, ormai abituati alle alte quote che mai diventano altissime: analizzando i post dei social, o carpendo al volo frasi da bar, si è sviluppato maggiormente la critica che non la spinta con la necessità di insultare il Presidente reo – a prescindere – di mancati trofei. Eppure è evidente a tutti, dati alla mano, che lo scudetto (non una sola volta) è stato letteralmente scippato al Napoli al punto che Hamsik ha scelto l’esilio dorato dopo la cocente delusione. Ma i tifosi armati di lente d’ingrandimento, restano disincantati anche dopo una bella vittoria in trasferta contro lo Zurigo. E’ cambiato l’angolo di prospettiva per cui contro la Fiorentina, un Napoli noioso e sterile, contro lo Zurigo, il minimo sindacale considerando la squadretta da sommergere di gol che non sono stati segnati.

Al San Paolo, stasera, per Napoli-Torino saranno poco più di 20mila i tifosi che affolleranno (si fa per dire) gli spalti preferendo il comodo divano di casa, in una forma di accidia che non consente di guardare oltre: la Juventus, rara anomalia in Europa, ha vinto 21 gare su 24 disputate; il Napoli, al secondo posto, ne ha vinto 16 su 23 disputate. In Europa, dove i bianconeri da anni annaspano, il Manchester City ha vinto 21 gare (come la Juve) ma disputandone 27 e perdendo 4 volte; il PSG su 22 gare, ne ha vinte 19, pur in un campionato non di massimo livello; il grande Barcellona ha vinto 15 partite su 23 e anche il Borussia ne ha vinte 15 su 21 giocate. Già questo quadro europeo a confronto dovrebbe far riflettere sul percorso degli azzurri che in questo campionato hanno cambiato tecnico e modulo, ma soprattutto hanno pagato, in termini di punti, la partecipazione al girone d’acciaio di Champions con un Liverpool e un PSG a lezione di calcio.

Non è il caso di perdersi in analisi sui risultati fin qui maturati dalla Juventus: lo scorso anno, non bastò un dossier presentato dal Movimento Neoborbonico con l’analisi dettagliata di 20 partite con episodi dubbi (in testa quelli delle partite con Lazio, Fiorentina, Genoa, Cagliari, Benevento, Inter e -nella integrazione inviata- Bologna) e una serie di quesiti relativi alla gestione di prestiti e cartellini dei calciatori (già denunciata dalla UEFA), ai presunti finanziamenti dell’Associazione Italiana Arbitri da parte di società probabilmente vicine alla Juve, al presunto “controllo” del mercato, agli eventuali condizionamenti dei media: nulla,  se non una risposta d’obbligo della FIFA: “APRIREMO UN’INCHIESTA E VALUTEREMO L’ADOZIONE DI EVENTUALI PROVVEDIMENTI“. Dunque, si vada avanti con l’orgoglio di chi non molla mai: a patto però che il gruppo dei giaguari possa contare sul 12esimo giocatore che per ora  risulta “infortunato”.
Diana Miraglia

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Giornalista

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