Il bello del calcio di Maurizio Sarri

 

Le emozioni vissute ieri durante Napoli – Cagliari sono indescrivibili. Al di là dello scudetto: il Napoli che gioca così ha fatto un salto di gerarchie nel piacere. Non più lo scudetto come obiettivo di potere ma il piacere “del bello del calcio”. Massimiliano Allegri è sempre più acido e di fronte alla domanda di Peppe Iodice “ perché il circo non gli piace”, risponde piccato : “Mi piace il circo, proprio perché mi diverte”. Lui guida la squadra dei vincenti, non importa come, e non può far altro che denigrare ciò che è bello. Un’invidia da adolescente frustrato che resta imprigionato nella legge del potere. E Napoli resta sempre quella degli eccessi : una città bellissima o bruttissima. Così il calcio: da Vinicio a Maradona a Higuain fino a Allegri giocatore, per chi lo ricorda: il bello e il brutto. Hanno scippato Higuain, mai sono riusciti a far vestire quella maglia a Diego. E mai ce lo perdoneranno.
Ieri un altro show del Napoli che sta cambiando le leggi del calcio. Nella seconda metà degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’70 il calcio totale di Cruyff ruppe tutti i rigidi schemi imponendo la rivoluzione del calcio totale; in Italia solo Vinicio raccolse il testimone ma fu quasi deriso per quel calcio “strano” racchiuso in 30 metri. Oggi Maurizio Sarri porta avanti la sua rivoluzione ma il peggior avversario resta la cultura della vittoria ‘non conta come’. Come la legge dell’audience che poco alla volta ha creato la Tv spazzatura. Come può piacere la diga che sfoggiò il Real Madrid o quella della Juve non dissimile dalle dighe delle piccole e piccolissime che hanno soltanto il compito di salvarsi ? Il brutto del calcio è il potere dei soldi ; il bello del calcio è il Napoli.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 2002 Articoli
Giornalista

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