Il Brasile fermato a sorpresa dalla Svizzera: ai verdeoro non basta un meraviglioso gol di Coutinho

Continuano le difficoltà manifestate dalle principali pretendenti al titolo in questo primo turno della fase a gironi di Russia 2018. Dopo i pareggi di Spagna (a dir la verità risultato più che giustificato, considerando che le Furie Rosse si sono imbattute nel ciclone Ronaldo) ed Argentina, la sconfitta della Germania nel pomeriggio di oggi e la vittoria stentata di ieri dei francesi sull’Australia, questa sera è stato il Brasile ad arenarsi contro l’organizzazione tattica di una buonissima Svizzera, disposta in campo dal tecnico ex Lazio Petkovic in modo da ingabbiare lo sconfinato talento a disposizione dei pentacampioni.

Il Brasile, tornato a giocare un match di una fase finale della Coppa del Mondo a quattro anni dal disastro del “Mineirazo” (sconfitta 7 a 1 in casa per mano della Germania), parte con il piede sull’acceleratore, e dopo aver allietato gli occhi del pubblico con alcuni scambi nello stretto a dimostrazione del livello altissimo dell’undici di Tite, trova il vantaggio grazie ad una meravigliosa rete di Coutinho. Il fantasista del Barcellona, al termine di un batti e ribatti, controlla il pallone al limite dell’area elvetica e lascia partire un destro a giro con cui fa baciare al pallone il palo interno alla sinistra di Sommer, che finisce inevitabilmente in rete: 1 a 0 brasiliano e sensazione diffusa che i verdeoro dopo aver sbloccato il risultato possano dilagare.

Gli svizzeri, invece, non si lasciano distrarre dallo svantaggio, e continuano a disputare un match attento ed ordinato, consapevoli che per sperare di ribaltare lo svantaggio nella seconda frazione di gioco dovranno contenere gli attacchi sudamericani ed essere in grado di sfruttare le occasioni che gli capiteranno. Ed è esattamente quello che succede ad inizio ripresa, quando Zuber gira di testa in rete un preciso calcio d’angolo dalla destra, violando così la porta di Allison; ad onor del vero, lo svizzero spintona Miranda prima di saltare, impedendo forse di fare lo stesso al difensore dell’Inter, ma il direttore di gara si consulta con i colleghi al VAR e convalida il pareggio degli europei.

Il Brasile, colto di sorpresa dall’improvvisa rete elvetica, prova a reagire, e Tite inserisce dalla panchina Fernandinho, Renato Augusto e soprattutto Firmino, sperando che il centravanti del Liverpool possa rivelarsi utile sugli sviluppi di uno dei tanti calci piazzati ottenuti dai suoi nei minuti finali. Il risultato, però, non si sblocca dall’ 1 a 1, nonostante il forcing finale di Neymar e compagni, ed il Mondiale per i brasiliani inzia così con un passo falso, che regala alla Serbia, vincente nel pomeriggio, la vetta solitaria del girone.

Buona prova dei due ex Napoli Behrami e Dzemaili, con il mediano dell’Udinese che ha saputo ben frenare Neymar, ed il giocatore del Bologna sempre pronto a partecipare alla manovra degli uomini in maglia rossa. Curiosità: anche ai Mondiali del 1950, quelli terminati poi con il dramma sportivo del “Maracanazo”, il Brasile nella prima fase si trovò di fronte la Svizzera, ed anche in quel caso il match terminò in parità. L’augurio dei verdeoro, ovviamente, è che se l’inizio di questa Coppa del Mondo ha ricalcato quello che successe sessant’otto anni fa, i due tornei non abbiano anche la stessa conclusione.

Bruno Marchionibus

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Giornalista

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