Il calcio ai tempi dei social network

drieskatC’era una volta un’epoca in cui i calciatori venivano considerati miti lontani e irraggiungibili per i comuni mortali, e le loro vite erano ammantate da un’aura di mistero e curiosità, come facessero parte di un mondo parallelo. Ad oggi, invece, l’avvento dei social network ha completamente rovesciato la prospettiva; i giocatori, anche i più famosi e pagati al mondo, tramite i propri account Facebook, Instagram, Twitter e quant’altro vengono seguiti quotidianamente da migliaia di followers, che possono istantaneamente conoscere le loro abitudini, i loro umori ed edntrare in contatto con loro.

Ed è così che, sempre più spesso, sono i diretti interessati a fornire notizie agli appassionati ed agli addetti ai lavori in tempo reale, con un semplice post. E’ stato questo il caso della foto postata da Yolanda Reina su Instagram, moglie di Pepe, che ha posto fine alla telenovela legata al potenziale passaggio del marito al PSG: due divise da portiere del Napoli, una didascalia che annunciava << Pronti per una nuova stagione >>, ed un intero week end di gossip ed indiscrezioni sul trasferimento dello spagnolo a Parigi sono stati spazzati via. Ed è da Instagram che partì anche il primo indizio della permanenza in Campania di Dries Mertens, il cui rinnovo nella passata stagione sembrava essere particolarmente complicato a causa della crisi matrimoniale del belga. Kat, dopo mesi di pettegolezzi su profondi problemi coniugali e su un suo ritorno in Belgio, postò una foto che la ritraeva con lo splendido panorama del Golfo di Napoli alle spalle, certificando la sua presenza in quel momento nella città partenopea. Deduzione fin troppo facile: pace in vista e rinnovo, poi in effetti siglato, per il numero quattordici azzurro.

Ma è anche il senso di appartenenza per la maglia che indossano o che hanno indossato, o l’amore per la propria terra ed i propri tifosi, che può essere comunicato dai protagonisti del calcio con un semplice “Condividi”. Gokhan Inler, ormai alla terza stagione lontano da Napoli ma con l’azzurro sempre nel cuore, domenica scorsa ha mostrato ai suoi fan una foto di sè con una vista del Vesuvio alle spalle, citando i versi del ritornello di “Terra mia” di Pino Daniele, mostrando come il legame dello svizzero con la terra partenopea, costruito in 4 stagioni in azzurro, sia ormai indissolubile. Ed anche Paolo Cannavaro, storico capitano dei partenopei, quando nel novembre dell’anno passato tornò con il suo Sassuolo al San Paolo, ricevendo a fine partita il giusto tributo della Curva, riportò sul proprio profilo il video di quel momento, ricevendo l’apprezzamento di centinaia di tifosi e riscattando così il trattamento non esemplare riservatogli dalla società al momento della cessione.

Non è da sottovalutare, tuttavia, l’effetto negativo che l’essere in costante comunicazione diretta con i tifosi e l’esternare le proprie sensazioni del momento in tempo reale può avere. Lo sa bene, ad esempio, Gonzalo Higuain, che al momento del controverso passaggio alla Juve vide tramutare i commenti di affetto e incoraggiamento della gente di Napoli in parole non esattamente di ammirazione. E lo sa Luigi Sepe, secondo di Reina in questa stagione, che nella sua annata alla Fiorentina sfogò sui social la frustrazione per le poche partite disputate da riserva di Tatarusanu ed il rammarico per non essere rimasto a Napoli ad inizio campionato, col risultato di finire fuori rosa fino al termine del torneo.

Bruno Marchionibus

Bruno Marchionibus
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Giornalista

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