Il calcio folle sponsorizzato Figc e la grande realtà del Napoli di De Laurentiis

Tavecchio, Conte sarà uno choc positivoInizia il girone di ritorno. Sarà una lunga prima giornata con il posticipo-rivincita di lunedì sera tra Torino e Milan.

E’ d’obbligo, a questo punto, un consuntivo su quanto accaduto nel mondo del calcio italiano e non in questi mesi.

La Juve si è, sin qui, riconfermata al vertice della classifica. Sono aumentate le inseguitrici, capeggiate da una Roma che detiene il record dei rigori concessi e che ha ritrovato Dzeko.

La vera sorpresa nei piani alti della classifica è rappresentata dall’Atalanta di Gasperini che, pur operando qualche cessione importante, ha già dimostrato di essere una realtà. La delusione potrebbe essere individuata nel Sassuolo, partito benissimo, che oggi arranca ai limiti della zona retrocessione, ma la squadra di Di Francesco ha molte scusanti. Tanti infortuni, qualche modifica all’organico in corsa ed anche tanta sfortuna, a parte la gara del San Paolo, dove i nero-verdi hanno spuntato un pareggio non proprio meritato.

Il Napoli inizia il girone di ritorno con tre punti in meno rispetto allo scorso campionato, quando seppe laurearsi campione d’inverno. Sarri ed i suoi uomini hanno però dimostrato una continuità ed una capacità di superare l’assenza di due bomber, il transfuga Higuain e l’infortunato Milik, mantenendo un buon rendimento che li tiene in corsa almeno per la zona Champions.

Nel frattempo venti nuovi movimentano il calcio: la Var, meglio chiamarla moviola in campo, il mondiale a 48 squadre dal 2026 annunziato dalla Fifa, la rivoluzione nelle competizioni europee riservate ai club che l’Uefa dovrebbe rendere pubblica a breve.

Notizie meno nuove e meno brillanti vengono dall’analisi dei conti del nostro campionato rispetto ai maggiori tornei continentali: Premier, Bundesliga e Liga.

Calano ancora gli spettatori, anche a Napoli il segno meno è sensibile, il sistema sembra troppo ancorato ai proventi televisivi che, peraltro, non sono per volumi i primi d’Europa (la Premier fa la parte del leone) mentre la serie A detiene a pari merito, proprio con la Premier, il monte ingaggi più alto del continente.

E’ un dato questo che fa riflettere. Stentiamo nelle competizioni internazionali, non siamo più la prima scelta dei migliori giocatori eppure paghiamo stipendi molto alti.

Se lo può permettere la nostra Serie A? O ha ragione De Laurentiis che ha deciso da sempre di non fare follie per trattenere questo o quel giocatore a condizioni inaccettabili?

Oggi si consente all’Inter, alla Roma, al Milan di operare sul mercato e si strombazza che siano tra le prime squadre italiane, insieme alla Juventus, per ricavi. Ed i debiti che queste società hanno sommato, al punto da dover passare nelle mani di proprietari stranieri, a qualcuno interessano?

Cosa ne pensa il presidente Tavecchio che nei giorni scorsi si è comportato come farebbe uno sponsor nei confronti di due di queste società?

I venti sono cambiati e cambieranno ancora, solo alla Figc qualcuno non se ne è accorto.

Giovanni Gaudiano

 

 

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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