Il calcio italiano nel caos: niente Lega, Abete nome “nuovo” per la FIGC e l’incognita dei diritti televisivi

Il campionato volge al termine, resta qualche verdetto da emettere ma è probabile che non si arrivi all’ultima giornata.

Acque molto agitate, invece, attorno al rinnovamento della FIGC e della Lega.

Con un blitz, che il presidente del Coni Giovanni Malagò ha definito inelegante, la Lega Nazionale Dilettanti, la Lega Pro e le Associazioni calciatori e arbitri avrebbero deciso di chiedere nuove elezioni alle quali si presenterebbero con un candidato unico che sarebbe Giancarlo Abete.

L’ex presidente della FIGC avrebbe prevalso in un ballottaggio su Franco Carraro e Antonio Matarrese.

Alla faccia del rinnovamento, direbbe Totò.

Possibile che il movimento del calcio italiano non riesca ad esprimere un nome nuovo?

Il regista dell’operazione sarebbe il presidente della LND Cosimo Sibilia che sembrerebbe non più in sintonia con Malagò, che proprio perché è ancora il commissario della Lega, Gaetano Miccichè entrerà in carica come presidente solo quando sarà formato anche il consiglio, farà di tutto per bloccare, ritardare questa risoluzione ritenuta non adeguata per come è stata portata avanti senza neanche sentire proprio la stessa Lega.

In sostanza Sibilia, forse Gravina e sicuramente Tommasi stanno tentando di forzare la mano prevedendo che il lavoro del commissario Fabbricini sullo statuto possa ridurre la loro forza elettiva.

Malagò è consapevole che sta cercando di cambiare un mondo che non ha nel cambiamento un suo obiettivo. Se le componenti che ieri avevano portato all’elezione di Tavecchio, oggi pensano ad Abete, senza tralasciare Carraro e Matarrese, è naturale pensare che le parrucche non siano andate in soffitta e soprattutto che certi legami siano quasi indissolubili.

Meraviglia la posizione di Tommasi che per spiegare la sua scelta si rifà a quanto accaduto a gennaio per giustificare la sua attuale posizione, mentre non fa una piega quella di Marcello Nicchi, presidente dell’AIA, abituato a muoversi nei meandri di una federazione vecchia, superata dagli eventi ma potente al punto di consentire alla classe arbitrale un’impunità in certi casi sospetta.

In Lega, invece, si dibatte sull’assegnazione delle poltrone del consiglio, una dovrebbe andare al presidente De Laurentiis.

Martedì ci sarà una nuova riunione che dovrà anche affrontare la spinosa questione dei diritti televisivi. Malagò si augura che in tempi brevi possa partire il lavoro della nuova Lega anche se ha dovuto constatare come le divisioni ed i personalismi dei vari presidenti non tendono a diminuire.

Sono in gioco interessi importanti ma non gestire un organismo significa che tutti i partecipanti ogni giorno perdono qualcosa, sarebbe il caso che tutti facciano un passo indietro.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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