Il calcio malato, i dirigenti fuori controllo e le grandi manovre juventine per vincere ancora

Nel calcio italiano regna il caos.

giovanni-malago-coni_800x450L’appello del presidente del Coni, Giovanni Malagò, ai tre candidati alla presidenza per tentare di rinviare un’elezione che sarebbe in partenza poco rappresentativa e che non garantirebbe l’avvio dell’auspicato nuovo corso, chiarisce definitivamente lo stato di crisi profonda che non vedrà la nazionale italiana presente al mondiale in Russia.

In lega l’ennesima fumata nera per trovare un accordo su alcuni punti focali ha sancito una serie di spaccature. L’episodio della quasi rissa tra Marotta e Lotito, portato all’attenzione dal quotidiano “la Repubblica”, testimonia anche la mancanza di stile che aleggia nelle stanze del potere calcistico italiano.

D’altronde anche questi ultimi giorni di mercato hanno lasciato intravedere come chi detenga il potere faccia di tutto, ma proprio di tutto, per tenerselo stretto.

In campo ed attorno al campo sono iniziate le grandi manovre per evitare che lo scudetto lasci Torino.

Dichiarazioni che sembrano avvertimenti all’arbitro designato, repliche non richieste sulle interviste di altri, atteggiamenti che sfiorano la figura del padrino in televisione, tentativi di ridicolizzare i ragionevoli pensieri altrui: sono tutti segnali che vanno in quella direzione.

Il nostro è un calcio malato dove chi vince pensa di avere il diritto di farlo come se il campo fosse una pura formalità magari anche giocando male e soprattutto approfittando delle sbandate altrui e delle sviste arbitrali che in diversi casi neanche il Var riesce a correggere. L’importante è vincere: il concetto è stato assimilato anche da Higuain che ieri sera dopo la gara di Verona ripeteva la solfa sfoggiando il suo italiano fatto di duecento vocaboli.

Al Napoli, unico vero baluardo in questa stagione, non resta che assimilare il concetto per non mollare e per rendere la vita difficile a chi oggi può contare su un buon numero di punti che non merita.

La strada sarà complicata. Bisognerà lavorare di punta e di taglio. Si dovrà cercare di non raccogliere le provocazioni che verranno utilizzate in campo e fuori.

In settimana i giocatori azzurri si sono riuniti a Pozzuoli per una cena. Oggi questo gruppo, il suo gioco ed il tecnico che lo ha organizzato rappresentano le uniche vere risorse opposte allo strapotere di chi non sa perdere.

E’ doveroso da parte dei mezzi di informazione, soprattutto quelli locali, sostenere questo tentativo non lasciando correre nulla e nel caso di radio e televisioni ricordare agli ospiti, agli opinionisti che vengono profumatamente remunerati di comportarsi in modo adeguato, rispettando prima della squadra la città che li ospita, anche quando sono lontani.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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