Il cantiere Napoli incamera punti e cresce in consapevolezza

Era importante portare a casa i tre punti ed il Napoli di Ancelotti lo ha fatto. C’è riuscito con un po’ di fatica, senza peraltro concedere nulla alla Fiorentina, presentatasi al San Paolo, secondo i soliti esperti, come la squadra rivelazione di quest’avvio di campionato.

Il Napoli ha raggiunto l’obiettivo in un San Paolo meno presente del solito ma la squadra, il tecnico hanno premiato gli irriducibili e tutti quelli che hanno capito come il lavoro del tecnico sarà lento ma inesorabile e porterà al risultato di vedere una squadra diversa ma sicuramente all’altezza delle sfide che attendono gli azzurri.

Durante la sosta molti, troppi, napoletani hanno pensato che il racconto di Sarri sulla sua volontà di restare a Napoli fosse vero e la sconfitta di Genova aveva aperto lo spazio a rimpianti e lamentele.

Il Napoli di Ancelotti sta cambiando pelle e lo sta facendo senza proclami di rivoluzioni anzi l’allenatore ha più volte ribadito come si sia partiti e si stia lavorando sulle qualità costruite in questi anni.

Qualità che hanno riguardato, però, una rosa ristretta con uno scarso utilizzo delle rotazioni, necessarie in un calcio fisico come quello che si gioca oggi, con la conseguenza che molti hanno scaldato la panchina o addirittura qualcuno è stato costretto ad emigrare per giocare (Diawara, Ounas, Rog, Maksimovic) mentre altri si sono consumati ed oggi pagano dazio.

Ancelotti ha invertito questo concetto. Giocano tutti, avrebbe utilizzato anche Chiriches se non si fosse fatto male. Il tecnico italiano più vincente degli ultimi anni concede minuti a tutti, manda in campo dal primo minuto chi era dimenticato, senza alcun timore, e nel frattempo sta cercando di dare alla manovra della squadra un concetto di verticalità che non si vedeva da tempo.

E’ necessario a questo punto che i paragoni si fermino. Nell’intervallo di Napoli – Fiorentina si sono sentiti commenti del tipo guardate che risultati sta ottenendo Sarri al Chelsea, cinque vittorie su cinque, ma nessuno dice che la squadra londinese non gioca come il Napoli dello scorso anno e che la rosa a disposizione del toscano è di prim’ordine e che si ha la sensazione guardando le partite come i giocatori in campo facciano spesso di testa propria.

I tifosi napoletani devono stare tranquilli. La squadra è in mani capaci, esperte, professionali in tutti i dettagli a partire dalle conferenze stampa e dalla capacità di saper rispondere ai microfoni di tutto l’etere sportivo.

Ieri Ancelotti ha mostrato quale è il punto di arrivo a cui mira: una squadra più equilibrata con la scelta di un dinamico 4-4-2, che concede poco all’avversario, che cerca la verticalizzazione nella trequarti avversaria, che privilegia gli inserimenti profondi a sinistra di Mario Rui che ha un piede più educato di quello di Hysaj, che cerca di sfruttare la sorpresa fornita dagli spostamenti degli attaccanti che si scambiano di posizione di continuo e che troveranno con l’andar del tempo con più fluidità la strada del gol.

E’ un Napoli in costruzione e quindi non va guardata la classifica, anche se si vorrebbe fare un piccolo sondaggio per sapere chi pensava di racimolare nove punti nelle prime quattro partite imposte dal calendario.

Ci sarà tempo per avanzare opinioni, magari critiche, all’allenatore ed alla società ma ora è il momento di lasciarli lavorare con serenità visto anche che è iniziato un periodo denso di importanti appuntamenti.

E’ necessario, adesso, riposare, recuperare le forze, sperare che a Belgrado faccia meno caldo, metereologicamente parlando, e puntare ad un esordio importante in Champions, la manifestazione che tanto piace al presidente De Laurentiis.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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