Il matrimonio tra il Napoli e Christian Maggio potrebbe continuare

L’espressione intristita in panchina per non aver calcato l’erba di Fuorigrotta ancora una volta, il saluto al pubblico del San Paolo dopo la partita con il Crotone, l’ultimo inchino sotto la curva. Sembrava essersi chiusa così, con la standing ovation del pubblico partenopeo per uno dei senatori della squadra, l’avventura decennale di Christian Maggio all’ombra del Vesuvio, con un velo di malinconia negli occhi del terzino e la giusta e meritata riconoscenza tributatagli da ogni settore del tifo azzurro.

Come per Hamsik, tuttavia, negli ultimi giorni anche l’addio del laterale destro pare essere divenuto tutt’altro che scontato, soprattutto dopo le parole odierne del suo procuratore, Massimo Briaschi, il quale ha riferito di una proposta di De Laurentiis al giocatore per continuare a vestire la maglia del Napoli, con la possibilità poi di un futuro nella dirigenza della società campana.

Ferma restando la acclarata volontà dell’esterno di non appendere le scarpette al chiodo, è ancora da vedere se Christian accetterà di proseguire la sua avventura napoletana anche nella prossima stagione; probabilmente, ad ogni modo, una prosecuzione del matrimonio tra Christian ed il Napoli sarebbe un bel lieto fine per gli ultimi anni di carriera di un ragazzo che ha fatto della professionalità e dell’abnegazione il suo credo, arrivando in riva al Golfo nel 2008 da ragazzo del Nord e divenendo, dieci anni più tardi, più napoletano dei napoletani stessi.

308 presenze (sesto nella classifica all-time del club azzurro a sole 14 lunghezze da Ciro Ferrara) e 23 reti realizzate, la maggior parte delle quali sotto la guida di Reja e Mazzarri da laterale di un centrocampo a cinque, tra cui l’eurogol realizzato nel 2010 a Livorno, tanto bello da ricordare quello storico messo a segno da Van Basten ad Euro ’88, Maggio nel corso del decennio a Napoli si è dimostrato innanzitutto un grande atleta, dotato di una facilità di corsa non comune, ed inoltre un professionista in grado di migliorarsi costantemente, come dimostrato dai miglioramenti compiuti con Benitez prima e Sarri poi da terzino di una difesa a quattro.

A prescindere dall’eventuale rinnovo, dunque, Christian è uno di quei calciatori che, grazie alle proprie doti umane ancor prima che tecniche, ha inciso in maiuscolo il proprio nome tra le pagine della storia azzurra, ottenendo per sempre l’affetto e la riconoscenza di una tifoseria che ha sempre dimostrato di amare chi ha amato la maglia e la città.

Bruno Marchionibus

 

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