Il Napoli attende la decisione in merito alla squalifica di Koulibaly. Si spera che alla fine prevalga il buon senso

Con la ripresa del campionato alle porte ed il complicato match casalingo contro la Lazio ormai in vista, il Napoli di Carlo Ancelotti si augura di poter schierare contro i capitolini Kalidou Koulibaly al centro della difesa.

Condizione necessaria per far sì che il centrale senegalese, ormai uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, possa essere della partita domenica al San Paolo è che il giudice sportivo accolga il ricorso della società di Aurelio De Laurentiis contro la squalifica di due giornate inflitta al numero 26 azzurro a seguito dell’espulsione comminatagli da Mazzoleni nel corso di Inter-Napoli dello scorso 26 dicembre, quando il difensore, esasperato dai reiterati cori razzisti indirizzati dall’inizio dell’incontro nei suoi confronti da una parte del pubblico del Meazza, applaudì ironicamente il direttore di gara dopo essere stato ammonito per un fallo di gioco.

Pare che Koulibaly, che già ha scontato la prima giornata di squalifica saltando la sfida col Bologna che ha chiuso il girone d’andata, abbia intenzione di presentarsi in prima persona avanti al giudice per esporre le proprie ragioni. Certo, dal punto di vista meramente normativo non appare semplice che l’organo decidente possa dimezzare la squalifica inflitta a Kalidou in primo grado; non sempre, d’altronde, legge e giustizia combaciano, ma è pur vero che spesso proprio il cercare di conformare le normative alla giustizia ed all’equità permette, mediante buon senso, di dar vita ad orientamenti che permettano di tener conto dei vari fattori che entrano in ballo nell’esame di una fattispecie, e non ci si può che augurare che quello in questione diventi uno di questi casi.

 

Bruno Marchionibus

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Giornalista

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