Il Napoli dal vantaggio alla sconfitta. Contesta l’arbitro e dimentica i suoi errori

Due settimane dopo, in questa seconda parte di un mese di febbraio da dimenticare, è parso di assistere ad una ripetizione di una gara, già giocata, condita per l’occasione da una direzione arbitrale discutibile.

E’ bastato che Allegri abbia inserito nel secondo tempo Cuadrado per scombinare i piani del Napoli che nel primo tempo, oltre al vantaggio, sembrava aver trovato le misure giuste per contenere una Juventus da considerare superiore tecnicamente, fisicamente e soprattutto mentalmente.

E’ una valutazione da contestualizzare, è giusto considerare così la Juventus in questo momento della stagione ed è altrettanto giusto farlo nei confronti di un Napoli che proprio in questo frangente, un po’ come lo scorso anno, mostra lacune, pecche ed incapacità di reggere la tensione necessaria ad affrontare da sempre le partite che contano.

76f4d2fb8f66754bd3a44cd49c844f91_169_lQuello visto allo Stadium è il lontano parente del Napoli di un mese fa.

Nulla da rimproverare ai singoli, anzi positiva la prova del quasi esordiente Rog e dell’anziano Maggio, giusto per parlare di chi è agli antipodi per la carta d’identità.

Soffermarsi sulla direzione di gara o sulla telecronaca della Rai, o meglio del telecronista e del suo opinionista, è poi operazione inutile.

Il Napoli ed il suo allenatore devono imparare che su certi campi, contro certi avversari, si fa sul serio. Il giochino di costruire l’azione, necessariamente ed univocamente, dalla difesa è oramai noto a tutti e se i protagonisti di tale impostazione non sono al massimo finisce per essere un pericoloso boomerang.

Nasce così l’azione che consentirà a Valeri di concedere il rigore alla Juve ad inizio ripresa. Il direttore di gara non aspettava altro, perché sicuramente nell’intervallo qualcuno gli avrà detto che avrebbe dovuto fischiare analoga punizione nei primi minuti della gara sulla solita ingenuità di Strinic che, sarà anche un nazionale croato, ma stenta a capire che in campo esistono equilibri da rispettare, soprattutto se giochi con la Juventus.

Il Napoli rischia, quindi, di sciogliersi alle prime avvisaglie di una prematura primavera, forse per logorio o perché incapace di cambiare vestito in corsa.

Si è detto nei giorni scorsi che non è il momento di trarre conclusioni, ma è il momento di mettere in campo quella decisione agonistica che si è potuta vedere nei giocatori bianconeri a partire da Mandzukic, altro nazionale croato, che ha saputo migliorare e variare il suo gioco per mettersi a disposizione completa del tecnico e della squadra.

Nei prossimi giorni si potrebbe scoprire chi ha deciso di mollare e forse se ne potrebbe anche capire il perché. Si spera al contrario di assistere ad un colpo di coda, ad una repentina inversione di tendenza. Non sarà facile ne semplice, ma è doveroso provarci con tutti i mezzi a disposizione senza stare lì a rimuginare su rigori concessi e non. Non serve a nessuno. Forse sarebbe meglio ripartire da tutti gli errori visti e pensare che si possano eliminare sperando che, poi, l’attacco ritrovi la sua fluidità e Milik cresca ancora un poco. Tra quattro giorni all’Olimpico bisogna ritornare a fare risultato per pensare poi di poter contendere in zona Cesarini la qualificazione al Real Madrid nel catino del San Paolo.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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1 Commento

  1. Soffermarsi sulla direzione di gara o sulla telecronaca della Rai, o meglio del telecronista e del suo opinionista, è poi operazione inutile.
    a questo punto ho smesso di leggere l’articolo. colpa mia, mi scuso.

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